Fiumicino: sequestrata l’area del porto turistico

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:09

La Guardia di Finanza di Roma ha eseguito, ieri mattina, il sequestro dell’area destinata alla costruzione del nuovo porto turistico di Fiumicino, poiché presenterebbe delle carenze strutturali e diversi problemi relativi alla stabilità e alla sicurezza. La Procura di Civitavecchia ha inoltre emesso sette avvisi di garanzia per frode nelle forniture pubbliche: tra gli indagati figurerebbe anche il costruttore Caltagirone.

Il progetto per la costruzione del porto, era stato affidato a una società del gruppo di Caltagirone, e prevedeva la realizzazione sia di cantieri nautici che di strutture abitative, ricettive, commerciali, sportive e box auto, garantendo la ricettività di circa 1.500 imbarcazioni. Secondo le indagini degli uomini della Guardia di Finanza, però tutti i lavori di costruzione sarebbero stati affidati in appalto a tre società riconducibili al gruppo Acqua Pia Antica Marcia di proprietà di Caltagirone, che di fatto avrebbero realizzato l’opera a un costo nettamente inferiore a quello dichiarato.

L’importo totale necessario per la realizzazione delle opere previste, ammontava infatti a circa 400 milioni di euro, interessando un’area di oltre un ettaro di terreno e che avrebbe permesso al porto di diventare uno dei più importanti del Mediterraneo. Ora invece, a seguito del documento redatto dall’ingegner Pietroantonio Isola, il tecnico che ha analizzato il cantiere, dopo il ricorso presentato ad aprile 2011 dai soci minoritari di Iniziative Portuali, il progetto è fermo sia per l’instabilità della diga foranea, già danneggiata dalle ultime mareggiate, sia per le recinzioni pericolanti nelle strade di accesso al cantiere.

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