Primarie centrodestra: se a dubitarne è anche Alfano

Mentre il centrosinistra s’incammina verso l’ultima settimana di campagna elettorale in vista delle primarie di domenica prossima, nel campo avversario la confusione regna sovrana. La novità dell’election day ha, infatti, portato scompiglio nel centrodestra spingendo i meno entusiasti a scoraggiare definitivamente l’organizzazione delle inedite consultazioni. Un problema che rischia di offuscare l’immagine del segretario del Pdl, Angelino Alfano, che delle primarie è stato il promoter numero uno, ma che deve adesso fare i conti con un timing troppo incalzante.

A sollevare dubbi sulla possibilità di indire le primarie di centrodestra è stato lo stesso Angelino Alfano, che sabato scorso ha dovuto ammettere: “Le primarie all’americana non facciamo in tempo a farle”. A insidiare il disegno dell’ex Guardasigilli è intervenuto l’election day che, imponendo ritmi serrati alla campagna elettorale nazionale, rischia di compromettere le consultazioni di coalizione. “Chiederò al presidente Berlusconi la riconvocazione dell’ufficio di presidenza – ha annunciato Alfano – per assumere delle decisioni definitive che riguardino le formule delle primarie e il loro svolgimento”. 

L’incontro dovrebbe svolgersi domani a Roma e non è escluso che l’ex premier – già “tiepido” sulla convocazione delle primarie – riesca (ancora una volta) a sparigliare le carte convincendo il segretario a rinunciarvi. Un’opzione considerata più che probabile da molti analisti, convinti che Berlusconi, intenzionato a tornare in campo nel ruolo di attaccante, possa approfittare della ghiotta occasione per lasciare Alfano in panchina.

Sia come sia, il segretario del Pdl continua imperterrito la sua campagna elettorale incassando endorsement “di peso” in giro per l’Italia. Dal gruppo degli ex An capitanati da La Russa e Gasparri al governatore della Lombardia, Roberto  Formigoni: tutti i big del partito sembrano intenzionati a sponsorizzare la sua candidatura. Ma se il Cavaliere dovesse rompere gli indugi e riproporsi sulla scena, le “tifoserie” potrebbero presto cambiare orientamento.