Primarie cs: Vendola tra sorprese e sconfessioni internazionali

E chi lo ha detto che solo Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani possono aspirare a guidare il Paese? Per il leader di Sel, Nichi Vendola, la sfida delle primarie di centrosinistra è quanto mai aperta e promette novità eclatanti. “Mi do per vincente“, ha detto ieri Vendola nel corso della trasmissione In mezz’ora, dando prova di grande sicurezza e di incrollabile ottimismo. E sulle tensioni israelo-palestinesi, che hanno riaperto la drammatica conta dei morti nella Striscia di Gaza, il governatore della Puglia è intervenuto in modo muscolare, attirandosi l’ira della comunità ebraica.

“Sono convinto che domenica prossima ci sarà una grande sorpresa nelle urne. La bolla mediatica costruita con malizia per cui le primarie sarebbero tra Bersani e Renzi sarà frantumata da coloro che andranno a votare”. A dichiararlo ieri, nello studio televisivo di Lucia Annunziata, è stato il leader di Sel, Nichi Vendola. “La sorpresa sarò io – ha rimarcato il presidente della Puglia – Mi do vincente, sono una polizza di assicurazione per il popolo di centrosinistra perché dico, in modo chiaro, che siamo alternativi all’agenda Monti”.

Una sicurezza apparentemente inattaccabile, che ha spinto Vendola a intervenire senza tentennamenti anche su questioni delicatissime. Come gli scontri tra israeliani e palestinesi, su cui quasi tutti i politici (candidati alle primarie in primis) hanno scelto di tacere. “Anche oggi penso al cielo sopra Gaza ha scritto qualche giorno fa sul suo blog Vendola – A quelle colonne di fumo che vorrebbero nascondere l’oscena contabilità delle ‘vittime collaterali’. Mi dicono che il governo di Israele ipotizza a breve un’operazione di terra. Gaza è sola, anche oggi. Anche oggi – ha evidenziato il leader di Sel – rivolgo lo sguardo verso Sud, con le nostre speranze di pace sepolte nel sangue. All’Europa dovrebbero ritirare il premio Nobel per la Pace – ha affondato – Non lo merita”.

Una posizione talmente netta da spingere l’ex vicepresidente della Comunità ebraica, Daniele Nahum, a replicare in maniera stizzita: “Le dichiarazioni di condanna a Israele rilasciate da Vendola – ha detto – dimostrano la sua inadeguatezza come uomo di governo. Un politico che aspira a governare un Paese deve riuscire a mettere da parte il suo credo ideologico quando i fatti sono lapalissiani. Uno che condanna Israele quando riceve duecento razzi nelle sue città – ha rincarato Nahum – non è uno che può affrontare in modo pragmatico i problemi che ha un Paese”.