Renzi vs Bindi: nervi tesi nel Pd

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:22

Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha scelto di trascorrere l’ultima domenica di campagna elettorale a Rignano sull’Arno (suo paese d’origine), dove – tra le altre cose – è tornato sul leit motiv della “rottamazione” chiamando in causa Rosy Bindi. Che ha risposto all’attacco con grande fermezza, confermando la scarsa sintonia con il primo cittadino di Firenze.

La diagnosi che Matteo Renzi e Rosy Bindi hanno dato l’uno dell’altra è la stessa: crisi di nervi. A dare il là all’ultima polemica all’interno del Pd è stato il frizzante “rottamatore”, che ai concittadini di Rignano d’Arno ha ieri lasciato in consegna l’ennesima “stoccata” ai big del partito. “So che martedì qui viene Rosy Bindi – ha detto Renzi – Io non ci sarò, ma salutatemela tanto. E’ sempre così nervosa, abbracciatemela e salutatemela”.

Parole che hanno raggiunto in tempo reale la dirigente del partito che, nel corso di una trasmissione televisiva su Sky, ha risposto così al sindaco di Firenze: “E’ lui che è nervoso forse perché ha capito che, nonostante la sua corsa, non vincerà le primarie. Martedì tesserò le lodi di Renzi a Rignano – ha precisato la Bindi – ma spiegherò anche perché voto Bersani“. Non solo: “Vorrei dire a Renzi: basta con questo disco rotto della rottamazione – ha aggiunto la democratica – Chiederò una deroga al Pd per potermi ricandidare perché voglio continuare a mettere a disposizione del partito la mia esperienza”.

Una risposta all’ennesima polemica intavolata dal “rottamatore”, che nel corso dell’ultima convention alla Stazione Leopolda di Firenze, l’aveva incalzata così: “Qualcuno ha detto che se vinco io prepara il foglio della deroga. Rosy, rispetta l’ambiente, non lo fare nemmeno il modulo della deroga”. 

 

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