Arrestato per abusi sessuali il cappellano di San Vittore

Don Alberto Barin, cappellano 51enne del carcere di San Vittore a Milano, è stato arrestato nella giornata di oggi, con l’accusa di violenza sessuale continua e pluriaggravata e concussione ai danni di sei detenuti della casa circondariale di Milano. Il sacerdote è stato fermato dagli uomini della squadra mobile di Milano, agli ordini del procuratore capo Edmondo Bruti Liberati.

Parroco indagato per abusi sessuali – Per confermare quelle che erano le denunce arrivate da parte di sei detenuti del carcere milanese, che accusavano il cappellano di abusi sessuali, gli inquirenti hanno dovuto piazzare nel suo ufficio delle telecamere nascoste, che dopo pochi giorni di riprese hanno portato alla luce i fatti. Don Alberto Barin abusava infatti della sua posizione all’interno della casa circondariale, e da questo deriva l’ulteriore accusa aggravante di abuso di ufficio, per avere favori sessuali da parte dei detenuti, che a loro volta ricevevano in cambio sigarette, cibo, o altri beni difficilmente reperibili in carcere. Stando ai racconti dei sei detenuti, gli abusi risalirebbero al 2008 e sarebbero continuate fino a pochi giorni fa, quindi sarebbero durate 6 anni. Il cappellano di San Vittore avrebbe agito per tutti questi anni indisturbato, senza destare sospetti e minacciando i detenuti qualora avessero parlato con qualcuno dei responsabili della casa di detenzione.

Prudenza da parte della Curia – “È una vicenda terribile e noi abbiamo agito con grande prudenza quando ci siamo trovati a raccogliere la prima denuncia da parte del giovane africano accusato di reati contro il patrimonio, il quale avendo subito violenza da un altro recluso, spiegava a verbale che non si trattava della prima volta”, queste le parole del procuratore aggiunto Pietro Forno, coordinatore del pool per gli abusi sessuali. La curia di Milano ha ovviamente espresso il proprio sconcerto in merito ai fatti riguardanti Don Alberto Barin, comunicando la volontà di partecipare alle indagini degli inquirenti, sperando di risolvere il tutto al più presto.