Gli AC/DC vendono la loro musica su iTunes: il nuovo tabù è Spotify

All’inizio molti artisti erano piuttosto avversi ad iTunes, negando il permesso di vendere il proprio album sul colosso delle vendite online. Poi, piano piano, molti grandi nomi sono tornati all’ovile: i Metallica nel 2006, i Led Zeppelin nel 2007 e (colpo grosso) i Beatles nel 2010. Ora è anche il turno degli AC/DC. Anni fa Angus Young – chitarrista della band – aveva biasimato la consuetudine di iTunes di vendere i brani singolarmente, e non come parte di un intero album. Nella giornata di ieri, però, è arrivato il dietrofront: la rock band australiana più acclamata di tutti i tempi ha messo in vendita il suo intero catalogo sulla piattaforma digitale del colosso Apple: 10 dollari per un album, 1,29 dollari per un singolo brano.

Spotify, il nuovo tabù – Caduto dunque anche l’ultimo tabù? Niente affatto. Perché se il catalogo degli AC/DC è reperibile su iTunes, non è invece reperibile su Spotify, la nuova piattaforma di successo (ancora non disponibile in Italia) che consente di ascoltare musica in streaming, gratis o dietro pagamento di una minima tariffa mensile. Anche in questo caso, molti nomi eccellenti hanno negato i diritti dei loro lavori: Pink Floyd, Led Zeppelin, Beatles, Metallica. Accanto ai grandi classici, anche artisti attualmente sulla cresta dell’onda si sono negati: Adele, Coldplay e Taylor Swift – solo per citarne alcuni – hanno rifiutato di inserire i loro brani su Spotify nei primi mesi dopo l’uscita dei loro album, per non intaccare gli acquisti (on-line e non). E in questi casi Spotify ha pianto lacrime amare. Dopo Napster e iTunes, dunque, il nuovo “nemico” sarebbe la musica in streaming a basso costo, in un enorme juke-box virtuale dove l’unitarietà dell’elemento album è completamente disgregata in favore dell’ascolto facile e veloce del singolo brano. Ma considerazioni artistiche a parte, se i gestori di Spotify dovessero dimostrare alle band e alle major che con la loro piattaforma si possono fare soldi – tanti soldi, un mucchio di soldi – allora sì che anche questo tabù sarebbe definitivamente destinato a cadere.