Movimenti al centro: quale futuro per Casini e Montezemolo?

Cosa succede al centro? Il debutto del Movimento di Montezemolo ha disegnato uno scenario nuovo, nel quale l’Udc di Pier Ferdinando Casini dovrà probabilmente riposizionarsi. O ridimensionarsi. La “reggenza” assoluta dell’ex presidente della Camera nella vasta prateria dei moderati sarà, infatti, da oggi insidiata da Mr Ferrari e dai sodali che, insieme a lui, tenteranno di avviare la Terza Repubblica. Tra loro anche il ministro della Cooperazione internazionale, Andrea Riccardi, che in un intervento mattutino a Rai Radio1 ha mantenuto il riserbo sulle possibili intese future.

“Non ho fatto nessuna trattativa, ora noi un appello l’abbiamo lanciato, vediamo che reazioni ci saranno e come si svilupperanno le cose. Per ora mi fermo alle idee e alle speranze”. E’ quanto ha dichiarato questa mattina Andrea Riccardi ai microfoni di Rai Radio1. Il ministro, che è anche uno dei promotori del manifesto tenuto a battesimo sabato scorso da Luca Cordero di Montezemolo, ha infittito il mistero sulle futuribili intese di centro, lasciando spazio alle più audaci supposizioni. “Il movimento è una cosa appena nata e non diciamo subito con chi si sposa – ha insistito il responsabile della Cooperazione internazionale – Dobbiamo liberarci dal linguaggio dello scendere in campo o con chi allearsi“.

Dichiarazioni all’insegna della prudenza, orientate a evitare passi falsi. Come quello di accostare il proprio nome a politici navigati come Pier Ferdinando Casini, co-responsabile dello “sfascio” democratico in cui i “montezemoliani” tenteranno di conquistarsi un “posto al sole”. I punti di raccordo con l’Udc sono innegabili (a partire dal tifo sfegatato per il premier Mario Monti), ma se il movimento accostasse il suo brand allo scudo crociato dei “casiniani” finirebbe per soffocare le proprie ambizioni nella culla, consegnando al Paese il feticcio dell’ennesimo schieramento “inciucista”.

Tra Casini e Montezemolo sembra, insomma, profilarsi una snervante “partita a scacchi”, intavolata sul tatticismo più maniacale. Chi riuscirà a spuntarla, erediterà un “bottino” assai ghiotto: la vasta platea di elettori delusi disposti a rifugiarsi nella Dc 2.0. Suggestioni che potrebbero essere sbugiardate dai diretti interessati: Casini e Montezemolo potrebbero, infatti, decidere alla fine di mettere da parte le reciproche diffidenze per centrare l’obiettivo più ambizioso, la riconquista del Paese nel nome del moderatismo.