Pakistan: assolta la 14enne disabile accusata di aver bruciato il Corano

Una vicenda che scandalizzò il mondo. Rimsha Masih, 14 anni, affetta da sindrome di down, imprigionata in un carcere per adulti perchè accusata aver bruciato le pagine del Corano,  è stata assolta dal Tribunale di Islamabad. L’accusa le fu mossa da un imam locale, poi arrestato. L’incredibile episodio rimbalzò sui media di tutto il globo, una cassa di risonanza che portò le autorità locali ad indagare in modo approfondito ed a giungere alla conclusione che proprio l’imam accusatore avrebbe avuto un ruolo oscuro nella vicenda. La ragazzina venne liberata su cauzione  e contro l’imam vennnero formulate accuse precise a seguito delle quali finì in prigione.

Il piano segreto. Tre testimoni confessarono di essere stati spinti dal leader religioso a dire il falso. Quest’ultimo avrebbe inserito aclune pagine del Corano dentro una busta contenente carta bruciata, appartenente a Rimsha. La questione verte sulla cristianità della ragazza e di diverse centinaia di famiglie locali. Secondo le accuse, basate sulle testimonianze di cui sopra l’imam avrebbe organizzato il tutto nel tentativo di impossessarsi dei beni di proprietà dei cristiani in loco, cercando contestualmente di mandarli via dalla zona. Rimsha rischiò anche la vita. Dopo l’accusa di blasfemia infatti, un gruppo di integralisti cercò di ucciderla. Venne poi imprigionata in un carcere di massima sicurezza per tre settimane e liberata su cauzione, a seguito del fatto che una perizia medico legale stabilì la sua giovane età, 14 anni.

Trasferita in un posto sicuro. Una volta liberata,  Rimsha Masih e la sua famiglia vennero trasferite in un luogo segreto, come precauzione verso una furia intergralista in grado forse di esplodere ancora una volta. “Questa sentenza – ha spiegato il Ministro cristiano Paul Bathi – darà un’immagine positiva del Pakistan alla comunità internazionale mostrando che c’è giustizia per tutti e che il Paese vuole tolleranza“, aggiungendo che “Giustizia è stata fatta”.