Primarie centrosinistra: i contestatori frenano Bersani e Renzi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:08

Un filo rosso ha legato ieri Pier Luigi Bersani a Matteo Renzi. Impegnati in teatri diversi, i due sfidanti alle primarie hanno, infatti, dovuto fare i conti con la rabbia di alcuni contestatori che hanno rallentato la loro corsa verso le consultazioni di domenica. A inalberare cartelloni contro il segretario del Pd sono stati a Cagliari gli operai dell’Alcoa di Portovesme, mentre il “rottamatore” è stato contestato da alcuni dipendenti del Comune di Firenze.

“Alcoa chiude, Bersani traditore“: è questo il cartello che ha accolto ieri a Cagliari il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. A issarlo sono stati gli operai di Portovesme, affiancati dal Movimento “Donne indipendentiste” e dal Popolo anti-Equitalia. Uno spaccato di Paese fiaccato dalla crisi, che al segretario del Pd ha ribadito l’urgenza di intervenire con i fatti e non con le vuote promesse. “Io parlo con tutti i lavoratori sempre – ha replicato, dall’interno del teatro, Bersani – tranne che quando si dice Bersani traditore, perché non mi sento traditore per niente”. 

Lunedì travagliato anche per Matteo Renzi, che – impegnato in un Consiglio comunale a Firenze – è stato contestato da circa 200 dipendenti di Palazzo Vecchio. “Chiediamo l’applicazione della delibera con cui il sindaco – ha spiegato il sindacalista Mauro Comi – si è impegnato a mantenere i livelli del fondo per il contratto integrativo per il 2012 sui livelli del 2011″. A confronto con i cittadini (contrariamente a quanto accaduto in tv), i due sfidanti hanno, insomma, incassato magri consensi.

 

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