Grillo contro Befera: Redditometro o politometro?

Premessa: il direttore dell’Agenzia delle entrate, Attilio Befera, è tornato a puntare l’indice contro l’ennesima presunta “anomalia” italiana. Stando ai dati raccolti, esisterebbe un numero significativo di famiglie che, pur non dichiarando nulla, riesce comunque a consumare regolarmente. Un'”incoerenza” che ha spinto Befera a rilanciare lo strumento del “redditometro” – volto a smascherare eventuali evasioni – su cui Beppe Grillo ha già posto il suo personalissimo veto.

Ma quale “redditometro”? Per il “megafono” del Movimento 5 Stelle l’unico strumento da adottare è il “politometro”. La diagnosi consegnata ieri da Attilio Befera ha convinto poco Beppe Grillo, che in un caustico intervento sul suo blog, ha sottolineato la “complessità” della situazione nazionale: “In Italia, come sanno anche i cani, molte famiglie vivono di prestiti dei parenti per sopravvivere o attingono ai risparmi. Sono anche loro potenziali evasori?”

“Quello che disturba non è la lotta all’evasione in sé – ha spiegato Grillo – ma l’accanimento mediatico nel voler far passare gli italiani come popolo di evasori, come se la causa del disastro economico, di cui non si vede la fine – ha puntualizzato l’ex comico – non sia attribuibile al debito pubblico, alla corruzione, alla totale incapacità e rapacità nell’amministrare la cosa pubblica”. Da qui la controfferta: “Vorrei integrare la proposta del redditometro con il politometro – ha scritto il blogger – Uno strumento che valuti la differenza tra ricchezza posseduta dai politici e dai funzionari pubblici dall’atto della loro nomina nell’arco degli ultimi vent’anni”. “Se la differenza sarà superiore a 0 – ha concluso Grillo – dovrà essere restituita alle casse dello Stato con l’aggravio fiscale del 60%”.