Primarie centrosinistra: Renzi scivola sui vitalizi

Nelle concitate giornate che li separano dalle primarie, i candidati sparano le ultime cartucce per accaparrarsi il voto degli eterni indecisi. E se il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che ha già concluso il suo tour elettorale, si concentra sulle frequenti ospitate televisive, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, e il leader di Sel, Nichi Vendola, alternano all’esposizione mediatica il giro auto-promozionale su e giù per l’Italia. Tra interviste, dichiarazioni e blog, i tre principali competitor si punzecchiano senza sosta, consegnando al Paese un “finale di partita” all’insegna della più accesa competizione.

In un’intervista rilasciata oggi a Vanity Fair, Matteo Renzi ha tentato di fornire un’immagine più “umana” di sé, intrattenendosi sulla difficoltà di coniugare l’ambiziosa avventura delle primarie con le incombenze familiari: “Ci sono quelle notti – ha raccontato l’aspirante premier – quando torni a casa alle tre e vai a vedere i figli nei lettini che ti senti un coglione”. Un’immagine inedita del rampante “rottamatore”, che non ha comunque rinunciato a  incalzare i suoi avversari: “Io non ho vitalizi, ma chi li ha, a partire da Bersani e Vendola – ha detto Renzi – potrebbe rinunciare almeno al cumulo? Anche solo per rispetto di chi vive con la pensione minima”. 

Una “puntura” a cui Pier Luigi Bersani ha subito replicato: “Lui che è del Pd dovrebbe riconoscere che su nostra proposta i vitalizi non ci sono più – ha spiegato ieri il segretario, ospite della trasmissione Otto e mezzo –  Questo Parlamento ha fatto poco, siamo quelli che abbiamo votato per Ruby nipote di Mubarak – ha ammesso Bersani – ma almeno questo l’abbiamo fatto e su nostra iniziativa”. Quanto a Nichi Vendola, il governatore pugliese che ha sempre tradito scarsa considerazione per le presunte provocazioni del “rottamatore”, ha preferito glissare sull’argomento spalancando la porta alle più diverse interpretazioni.