Usura: chiudono 150mila imprese, crollano le denunce

In netto aumento, secondo un’indagine svolta dalla Confersercenti gli italiani in difficoltà a causa dell’usura: 600mila le persone vittime dal fenomeno, tra cui almeno 200mila i commercianti, 150mila imprese sono state costrette a chiudere, mentre si è registrato un netto crollo delle denunce. Non solo, ad alto rischio risulterebbero essere almeno 2 milioni italiani.

Secondo i dati in possesso della Confesercenti, il fenomeno sarebbe notevolmente incrementato dalla crisi economica, infatti nel triennio 2010-2012 hanno chiuso 450mila aziende commerciali, artigiane e dei servizi, un terzo delle quali a causa di indebitamento o per usura, con la conseguente perdita di circa 300mila posti di lavoro.

Ma il dato più allarmante riguarda le denuncedalle 398 del 2004 si è scesi alle 230 del 2012, e, nonostante le massicce operazioni antiusura eseguite e portate a termine dagli uomini della Guardia di Finanza, che hanno permesso di recuperare ben 500 milioni di euro, si può solo prendere atto della realtà che il fenomeno non è affatto in diminuzione. Le città dove il reato è di maggiore entità sarebbero Napoli e Roma. Sempre secondo Confesercenti la vecchia legge anti usura risulta inadeguata al dilagare del fenomeno, infatti appare come un reato di fatto depenalizzato, rendendo prioritaria una nuova legge che cancelli la sensazione che possa rimanere impunita. Da qui la proposta di aprire un tavolo per una riforma nuova più adeguata all’economia e alla finanza in continua evoluzione.