Ansia e stress per ictus ed infarto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:31

Ansia e stress non hanno mai fatto bene a nessuno. In questo periodo di crisi, poi, la loro combinazione può portare grossi rischi e problemi di salute alle persone. Essere stressati per un lavoro precario o per la ricerca di un posto che sembra irraggiungibile, essere in ansia per le spese da sostenere senza avere uno stipendio adeguato o senza nemmeno possederlo, oltre ai tanti suicidi, può aumentare il rischio di ictus, infarto, o malattie cardiache. Chi lo dice? Gli scienziati e gli studiosi della Duke University coordinati da Matthew Dupre all’interno di una ricerca pubblicata sulla prestigiosa Archives of Internal Medicine. A soffrirne di più sono i disoccupati fra i 50 e i 60 anni, ma anche gli altri non sono messi poi così bene. Se la depressione è il male minore cosa potrà succedere?

La ricerca. Come sono giunti gli scienziati a formulare una tesi così catastrofica? I ricercatori hanno preso in esame ben 13.451 americani in età compresa tra i  51 e i 75 anni dal 1992 al 2000. Ogni partecipante, arruolato, non doveva avere caratteristiche specifiche a parte quella di non aver mai avuto un attacco di cuore prima di offrirsi volontario. Tutti i soggetti sono stati monitorati per gli 8 anni dello studio. Il dato più preoccupante che è emerso dalla raccolta delle osservazioni è che sul totale ben 1.061 hanno avuto un infarto. I professionisti hanno potuto quindi stabilire, incrociando diverse variabili e diverse osservazioni, che coloro che avevano perso il lavoro avevano il 22% di probabilità in più di trovarsi all’interno del sottogruppo delle persone che sviluppavano malattie cardiache al contrario di chi era tranquillo e sereno grazie al proprio lavoro sicuro. Per chi, invece, la ricerca del lavoro aveva prodotto diversi tentativi ed altrettanti fallimenti il rischio balzava sorprendentemente ad una percentuale del 60%. Fattori di rischio come cattiva alimentazione, poco sport, fumo ecc, ecc, sommati allo stress e alla depressione per un licenziamento o per la mancanza del lavoro costituiscono e hanno costituito all’interno della ricerca un mix micidiale. La disoccupazione nuoce, quindi, gravemente alla salute.

I risultati finali. I ricercatori hanno dimostrato che nel primo anno dopo la perdita del proprio posto di lavoro il rischio di infarto aumenta di circa un quarto e cresce molto di più se si trovano altri lavori ma poi li si perdono inesorabilmente.