Milano: donna incaprettata e uccisa per rituale sadico

È stata davvero una tragica e macabra morte quella che è toccata ad una donna di colore di circa 40 anni, ritrovata morta da una pattuglia di polizia nella sua abitazione di Milano. Gli agenti della polizia di Milano dovevano eseguire una perquisizione dopo aver arrestato un rapinatore che aveva tentato di rapinare un supermercato e che aveva all’interno dei suoi indumenti un bigliettino con l’indirizzo dell’abitazione sita in piazzale Lagosta a Milano; dopo aver fatto irruzione nell’appartamento, gli agenti di polizia si sono ritrovati davanti il cadavere della donna.

Il ritrovamento del cadavere della donna – Il cadavere della donna è stato trovato nel tardo pomeriggio di ieri. La vittima è stata trovata con le mani e con i piedi legati e con la testa avvolta in un sacchetto di plastica. Il cadavere era pancia in giù ed era coperto da alcuni pezzi di stoffa, che fanno pensare a una sorta di rituale sadico. Gli inquirenti che stanno indagando sul caso hanno ipotizzato si tratti di un delitto a sfondo sessuale.

I dettagli del ritrovamento – La donna, di colore e di circa 40 anni, non sarebbe una prostituta: con molta probabilità è stata uccisa per lo strangolamento operato con una corda attorno al collo. Secondo le prime indiscrezioni trapelate dagli inquirenti, sul volto della donna erano presenti un paio di ferite da taglio e una frattura. Il corpo è stato ritrovato riverso a pancia in giù con le mani legate dietro la schiena; la testa, inoltre, era coperta da tre sacchetti di plastica, ma, stando alle dichiarazioni del medico legale, a causare la morte della 49enne sarebbe stata la corda al collo. Il cadavere era nudo con dei pezzi di stoffa che coprivano alcune zone del corpo. Gli inquirenti spiegano che però la scena del crimine è stata certamente alterata dall’assassino per depistare la polizia. La donna sarebbe morta da circa 24 ore e ci sarebbero tracce di sangue sulle pareti della cucina ma non sul pavimento.