Produttività, raggiunto l’accordo ma la Cgil attacca: Non risolve nulla

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:08

Esito positivo dall’incontro tra governo e parti sociali sulla produttività. Ad esclusione della Cgil, Abi, Ania, Confindustria, Lega cooperative, Rete imprese Italia, Cisl, Uil e Ugl hanno firmato l’accordo con il governo.
Attraverso una nota emanata da Palazzo Chigi, il governo ha espresso la propria soddisfazione per l’accordo raggiunto: “L’accordo conclude un percorso iniziato il 5 settembre con l’incontro tra il Governo e gli imprenditori e poi proseguito l’11 settembre con le organizzazioni sindacali. In tali incontri, il presidente del Consiglio Mario Monti aveva sollecitato l’impegno a migliorare il livello della produttività del lavoro in Italia, innalzare la competitività e l’attrattività degli investimenti.  A questo fine aveva incoraggiato il confronto tra le parti sociali, condividendone lo spirito e gli obiettivi. Per questo il Governo ha proposto nella legge di Stabilità uno stanziamento complessivo di 1,6 miliardi di euro per il periodo 2013/2014 per la detassazione del salario di produttività – stanziamento che si è poi ulteriormente esteso nel tempo e rafforzato a 2,1 miliardi per effetto degli emendamenti approvati alla Camera – ponendo come condizione per erogare questi incentivi finanziari che le parti trovassero un accordo adeguato a tali finalità”.
L’intesa ha visto lo spostamento del baricentro della contrattazione al livello locale e aziendale. Il contratto nazionale non vedrà alcuna variazione a continuerà a prevedere aumenti salariali, che dovranno essere “coerenti con le tendenze generali dell’economia“, e riguarderanno “entrambi i livelli di contrattazione, compresa la parte di salario legata alla produttività”.
Il testo prevede inoltre una detassazione al 10% del salario per i redditi dei dipendenti fino a 40.000 euro lordi annui. Nessuna detassazione delle tredicesime, come aveva richiesto Susanna Camusso.
La Cgil, infatti, non ci sta e attacca il governo. Secondo Susanna Camusso, infatti: “L’accordo riduce i salari reali. L’intesa sulla produttività è coerente con la politica del Governo che scarica sui lavoratori i costi e le scelte per uscire dalla crisi. Si è persa un’occasione. Le soluzioni unitarie si costruiscono, non si aderisce a posteriori, quando il tentativo numerose volte fatto di trovare una soluzione è stato respinto”.

Matteo Oliviero

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