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Farmaci e anziani, il perchè degli errori nell’assunzione

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A molte persone anziane, specie se over 75, capita spesso di confondersi tra le decine di farmaci prescritti giornalmente. Secondo una recente ricerca della Società italiana di geriatria e gerontologia (Sigg), realizzata in collaborazione con Data analysis, circa tre milioni di anziani sbagliano dosi e terapia. A giocare un brutto scherzo è molto spesso la memoria: pazienti di una certa età non ricordano infatti quali farmaci assumere in determinati momenti del giorno, in quanto il classico “una al mattino e una alla sera” non basta se bisogna assumere diversi medicinali a distanza di ore prestabilite. A trarre in inganno sarebbero poi i farmaci stessi, che per colore, forma e dimensioni, sono spesso molto simili tra loro. In alcuni casi la colpa sarebbe addirittura della confezione e delle indicazioni: tante infatti le difficoltà per i pazienti over 75 nel decriptare il foglietto illustrativo, scritto troppo piccolo o difficile da comprendere.

La stessa ricerca della Sigg ha messo alla luce un altro aspetto importante: nella fascia degli over 75 i farmaci generici non sono spesso conosciuti e, nel caso in cui lo siano, non vengono comunque utilizzati. Soltanto il 30% dei 6 milioni di over 75 ricorre al farmaco generico, mentre il restante 70% risulta essere diffidente. Insomma, è opinione assai diffusa tra gli anziani che un farmaco “griffato”, pur essendo più costoso, sia più affidabile ed efficace. A ciò si deve l’immane spesa in medicinali, a cui un anziano deve far fronte ogni anno: infatti si stima che in media vengano individualmente spesi circa 900 euro, di cui soltanto il 18% è destinato all’acquisto di farmaci generici.

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