Santoro manda a quel paese Brunetta

Quando “ce vo, ce vo” avrà pensato Michele Santoro ieri sera durante la puntata del suo Servizio Pubblico in onda quest’anno su La7. Ecco allora che il conduttore pugliese si è trovato a contendere con un osso davvero duro. Ovvero l’ex ministro Renato Brunetta, che a un certo punto ha cominciato ad incalzarlo chiedendo conto dello stipendio dello stesso Santoro, il quale ha prontamente risposto che il suo compenso sarebbe presto stato messo on line. Una risposta che evidentemente non ha soddisfatto il politico del PDL, noto per aver dichiarato una guerra pubblica e senza quartiere ai dipendenti statali, notoriamente il vero problema dello spreco di soldi pubblici in questo paese. Infatti Brunetta ha continuato con la sua domanda circa il compenso di Santoro senza voler sentire ragioni e nemmeno la risposta datagli. Una rimostranza in stile cantilena che alla fine ha fatto perdere le staffe al conduttore che ha mandato a quel paese Brunetta.

Stile. Una pagina televisiva non proprio elegante, ma che rimanda evidentemente a quello che ormai è uno stile consolidato dei politici di destra sopratutto quando vanno ospiti in talk show da loro considerati ostili. Lo stile in questione si potrebbe riassumere con la formula “buttarla in caciara“. Alzare cioè i toni dello scontro così che alla fine non ci si capisca un bel niente. Una sorta di catenaccio televisivo di cui Brunetta, con la sua caparbietà da centromediano metodista dei ring televisivi, è evidentemente maestro. Sarà probabilmente per questo che in questi ultimi anni è diventato un presenzialista immancabile di trasmissioni politiche, che avendolo come ospite spesso finivano per far parlare di sè il giorno dopo, e non certo per gli alti contenuti proposti. D’altronde in politica il mister Silvio Berlusconi si è presto reso conto che giocare di fino non paga. Meglio il sano catenaccio all’italiana. Non si alleverà una classe dirigente, ma d’altra parte non era questo lo scopo del gioco. Per loro.