Parma: gli studenti sbugiardano il Magnifico Rettore

Una piccola ‘rivoluzione’ che si è consumata solo pochi giorni fa, continua oggi a riscuotere successi e consensi grazie al tam tam mediatico di alcuni video su Youtube. Lo scenario è stato quello dell’aula magna dell’università di Parma, dove questa settimana è stato inaugurato il nuovo anno accademico 2012-2013, alla presenza del Magnifico Rettore dell’università parmense, Gino Ferretti, e a quella del ministro dell’Ambiente Corrado Clini. Al suo arrivo nell’ateneo emiliano, il ministro Clini è stato accolto da un gruppo di studenti che manifestavano appena fuori l’aula magna dove di lì a poco si sarebbe tenuta la cerimonia di inaugurazione e di apertura del nuovo anno in corso.

Contestazione all’inaugurazione dell’anno accademico – Alla contestazione contro l’esponente del governo Monti e contro il Magnifico Rettore dell’Università di Parma, però, non si è fermata all’esterno dell’aula magna, ma, grazie ad un encomiabile discorso fatto dal rappresentante degli studenti, Scuccimarra, e da una studentessa dell’università parmense, la ‘rivoluzione’ è entrata anche all’interno della grande aula dove il Rettore Ferretti, assieme al ministro e alle alte sfere dell’università, si erano barricati, con tanto di forze armate all’esterno munite di manganello, per inaugurare il nuovo anno accademico. I video della contestazione e dei discorsi rilasciati dai due coraggiosi giovani che, sfidando le alte cariche presenti, hanno voluto far sentire la loro voce, come un virus stanno circolando sul Web, e numerosissime sono state le condivisioni che quest’oggi i due video hanno ricevuto all’interno del noto social network Facebook.

Tam tam mediatico della ‘rivoluzione’ – Lo scopo della protesta messa in atto dagli studenti dell’Università di Parma era appunto quello di trovare un ampio risalto mediatico, in modo da spingere il governo a far marcia indietro per far rientrare parte dei tagli previsti dal maxi emendamento della finanziaria e per sottolineare il loro disappunto nei confronti di molte leggi che negli ultimi anni hanno massacrato e declassato l’istruzione italiana. La giornata di oggi è stata quindi caratterizzata da un tam tam online virale che si è propagato in Rete, e che, ponendo al centro i video dei memorabili discorsi dei due studenti di Parma, ha raccolto il malcontento di molti, studenti e non, contrari ai pesanti ‘colpi di mannaia’ che gli ultimi governi hanno apportato all’Università e alla Ricerca italiana. “A fronte di una situazione già insostenibile di definanziamento e dequalificazione dell’Università italiana vissuta negli ultimi anni, siamo oramai di fronte ad un’emergenza che riguarda tutti e che ci impone di mobilitarci collettivamente per non soffocare nel silenzio e nell’oblio”.

Il ministro Clini e il Rettore rispondono alla protesta – “Il dialogo con le nuove generazioni che protestano è essenziale: non possiamo farne a meno e dobbiamo evitare che sia distrutto dalla violenza. Lo dobbiamo fare noi che abbiamo la responsabilità di governo, lo devono fare loro. Perché se non c’è il contributo delle giovani generazioni abbiamo veramente poche speranze. La vostra protesta, quando non sfocia nella violenza, è una risorsa per il futuro di tutti noi”. Queste sono state le parole del ministro dell’Ambiente Corrado Clini subito dopo l’exploit dei due studenti, mentre il Magnifico Rettore, Gino Ferretti, più diplomatico ha dichiarato:  “Vi ringrazio per le vostre parole. questo dimostra che l’università è un luogo libero, dove tutti possono esprimere le loro opinioni. Gli studenti sono la parte più importante del nostro ateneo”. Vi proponiamo qui i due video in cui possiamo ascoltare i discorsi dei due studenti dell’Università di Parma.

 

 

Erroneamente si pensa che i giovani di oggi siano dei bamboccioni, e che ciò che li caratterizza sia l’assenza di un impegno concreto per il loro futuro. Qualche giorno fa, invece, nell’aula magna dell’Università di Parma, si sono visti e sentiti giovani che non lottavano tanto per l’esistente, visto che ciò che già c’è non dà garanzie, ma lottavano per ottenere un futuro migliore, quello che meritano. Quello in cui si ha ancora il dovere di credere. E quando si lotta per un cambiamento il colore politico non conta. Perchè questi ragazzi vogliono solo tornare ad essere protagonisti del loro domani.