Anthony Hopkins: l’Oscar è vomitevole, per gente senza dignità

Non è il classico caso della volpe che, non arrivando all’uva, la accusa di essere acerba: Anthony Hopkins all’Oscar c’è arrivato eccome e pare il superfavorito per la doppietta, dopo la memorabile prova osannata da critica e pubblico nei panni di Hannibal Lecter, grazie alla sua interpretazione nel metacinematografico “Hitchcock“. Il grande attore rivendica severamente la dignità del proprio mestiere puntando il dito contro coloro che, pur di stringere l’ambita stauetta, si spende in poco edificanti “relazioni sociali” finalizzate ad accattivarsi la simpatia dell’Academy. “Sai, baciare il didietro delle autorità che possono premiarti o meno; non posso sopportarlo. Lo trovo nauseante e disgustoso da vedere. Gente che striscia per terra e bacia il didietro di famosi produttori e cose del genere. Mi fa venire voglia di vomitare, davvero. È vomitevole. L’ho visto così tante volte. L’ho visto anche di recente, l’altr’anno. Qualche grande magnate produttore… e tutti che gli baciano il didietro. Penso “Ma che fanno? Non hanno un po’ di rispetto per sé stessi?”, e vorrei dirgli “Fanculo!“.

Di certo, dopo questa dichiarazione, l’attore ha dimostrato di non essere interessato a ricevere un premio in virtù della propria capacità di “lisciarsi” giurati e potenti. Ma non è il primo né l’unico a mettersi di traverso rispetto a quest’istituzione che pare intoccabile, prima di lui altri illustri colleghi non hanno perso l’occasione, nonostante avessero raggiunto l’ambito riconoscimento, di manifestare aperto dissenso. Nel 1973 Marlon Brando, dopo l’epica interpretazione ne “Il Padrino” vinse l’Oscar che rifiutò non presentandosi neppure alla cerimonia, inviando in sua vece una ragazza, pare un’attrice, Nativa americana che lesse a nome dell’attore un discorso di protesta sul modo in cui Hollywood e gli Stati Uniti avevano trafitto la dignità i Nativi Americani volgarmente definiti Pellerossa.

Ma la ciliegina assoluta resta il grandissimo regista Luis Bunuel che rifiutò l’ambita statuetta motivando il gesto con delle dichiarazioni al vetriolo circa l’Academy ed il loro modo di agire alquanto cerchiobottista e compiacente, a detta del cineasta spagnolo. Una polemica che, molti anni dopo, Hopkins ha ripreso e fomentato.