‘Ndrangheta: arresti tra Milano e Reggio Calabria

Questa notte polizia e carabinieri hanno eseguito una trentina di arresti tra Milano e Reggio Calabria, a seguito delle indagini svolte dalle Dda di Reggio Calabria e di Milano. Nell’ambito dell’inchiesta era stata fondamentale la testimonianza di Giovanni Fratta, un imprenditore che si era rivolto alla famiglia Bellocco per recuperare un credito di 250mila euro da creditori calabresi insolventi, intrecciando per questo uno stretto legame con la criminalità organizzata. Subito i boss della cosca di Gioia Tauro avevano preteso un ingente pagamento per averlo aiutato a risolvere il suo problema: 50mila euro in contanti per la mediazione, e successivamente altri 40 mila in quote della Blue Call, una delle grandi aziende italiane nella gestione di call center in mezza Italia.

Il vero obiettivo dei Bellocco era quello di assumere il controllo dei call center, dei quali, grazie ai soci di minoranza appartenenti alla cosca, erano riusciti a svuotare gradualmente le casse e costretto gli altri azionisti della società a cedere potere e quote azionarie, fino a perdere completamente il loro potere all’interno della loro stessa azienda. A Reggio Calabria è stato arrestato il capo dell’organizzazione, Michele Bellocco, e molti dei suoi uomini, mentre a Milano sono scattate le manette per le braccia economiche del clan, che per conto del clan di Rosarno si occupavano di investire il denaro sporco in aziende inizialmente pulite, come nel caso della Blue Call.

I reati contestati vanno dall’associazione mafiosa all’intestazione fittizia di beni, oltre a estorsioni, rapine, riciclaggio, droga, detenzione di armi. In testa all’organizzazione malavitosa, ovviamente, Michele Bollecco, il boss della famiglia, poi i nipoti e altri parenti, di seguito gli affiliati di fiducia e infine quelli minori ai quali venivano intestati i patrimoni.