Grillo e la follia delle primarie

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:36

Dell’evento politico-mediatico che ha tenuto banco per mesi interi non poteva non occuparsi anche Beppe Grillo. Il “megafono” del Movimento 5 Stelle, a urne ancora aperte, ha lanciato ieri il suo fermo anatema contro le primarie di centrosinistra, di cui ha snudato la sostanziale inutilità.

A non appassionarsi affatto alla competizione che ha decretato ieri la parziale vittoria di Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi è stato Beppe Grillo. L’ex comico, in un caustico post pubblicato ieri sul suo sito, ha ribadito la sua scomunica verso le primarie di centrosinistra mettendo in guardia i cittadini dalla presunta inutilità della consultazione. “In Italia non esiste il premierato e non esiste di conseguenza neppure il candidato premier – ha osservato il blogger – La buffonata odierna, promossa dalla grancassa mediatica equamente distribuita e senza eccezione alcuna, non eleggerà alcun candidato premier. Il presidente della Repubblica – ha ricordato Grillo – può nominare chi crede”.

Di più: in un crescendo di disincanto politico, l’animatore del Movimento 5 Stelle ha fatto esplicito riferimento a un piano già allestito e “benedetto” dalla più alta carica dello Stato: “Il posto (di futuro premier, ndr) – ha spiegato – è già occupato da Rigor Montis, implicitamente rinominato da Napolitano e invocato dai partiti per poter continuare la loro assurda recita. Anche il programma per la prossima legislatura è già deciso – ha rincarato Grillo – Punto per punto. Taglio per taglio. Tassa per tassa. Non si chiamerà programma di governo, ma ‘Agenda Monti’, indiscutibile e già venduta alla Bce e agli Arabi”.