Ilva di Taranto, 7 arresti: chiude lo stabilimento

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:21

È stata una giornata segnata da una nuova bufera giudiziaria, quella che si è avuta oggi a Taranto, dove sono stati emanati sette ordinanze di custodia cautelare e due avvisi di garanzia nei confronti dei vertici e degli amministratori dello stabilimento dell’Ilva, oltre ad essere state sequestrate alcune aree dello stabilimento. Le accuse per i sette dirigenti dell’Ilva vanno dal disastro ambientale aggravato, all’omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, all’avvelenamento di acque e sostanze alimentari fino alla concussione e alla corruzione in atti giudiziari.

Sette arresti nella giornata di oggi – Tra le persone raggiunte dall’ordinanza di custodia cautelare ci sono anche il patron dell’Ilva Emilio Riva , già ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sul presunto disastro ambientale, e il figlio Fabio, già amministratore delegato dello stabilimento dell’Ilva e ora vicepresidente della Riva Fire Group. Il giovane Riva al momento però risulta ancora irreperibile. Tra gli arrestati di oggi c’è anche Girolamo Archinà e Luigi Capogrosso, ex direttore dello stabilimento e già ai domiciliari per l’altro filone d’inchiesta. Sono indagati anche l’attuale presidente Bruno Ferrante e l’attuale direttore tecnico dello stabilimento Adolfo Buffo.

L’Ilva di Taranto chiude i battenti – “Il provvedimento di sequestro emesso oggi dal Gip di Taranto, comporterà in modo immediato e ineluttabile l’impossibilità di commercializzare i prodotti e, per conseguenza, la cessazione di ogni attività nonché la chiusura dello stabilimento di Taranto e di tutti gli stabilimenti del gruppo che dipendono, per la propria attività, dalle forniture dello stabilimento di Taranto”. Questa la nota ufficiale che è stata diramata dalla società tarantina che annuncia così la chiusura dello stabilimento dell’Ilva di Taranto.