Alfano in attesa di Berlusconi: quale futuro per il Pdl?

Il mistero rimane fitto sulle primarie di centrodestra. Le ultime indiscrezioni riferiscono di un significativo ridimensionamento della lista degli aspiranti candidati, con solo 6 pidiellini schierati ai blocchi di partenza. Si tratta del segretario Angelino Alfano, dell’ex ministro Giorgia Meloni, del “formattatore” Alessandro Cattaneo, dell’ex sottosegretario Daniela Santanchè, dell'”amazzone” Michaela Biancofiore e dell’ex sottosegretario Guido Crosetto. Gli unici ad aver raccolto le 10 mila firme necessarie a formalizzare la loro partecipazione alla competizione.

Ma adesso che i giocatori sono pronti a scendere in campo, a saltare potrebbe essere la partita stessa. Sulle primarie pende, infatti, l’ipoteca posta da Silvio Berlusconi che ieri ha incontrato Angelino Alfano ad Arcore. Che l’esito del faccia a faccia non sia stato dei migliori (o per lo meno dei più chiarificatori) lo si è capito dalle dichiarazioni rilasciate dallo stesso segretario: Credo che la prossima settimana avremo tutti idee più chiare su cosa farà il presidente Berlusconi – ha detto – Sino a quella data, fare prognosi o dare giudizi è sbagliato”.

“Non sono abituato a riferire pubblicamente conservazioni private – ha continuato Alfano rispondendo ai cronisti che lo hanno incalzato sui contenuti del colloquio – Mia ambizione è che qualsiasi cosa avvenga d’amore e d’accordo con Berlusconi. Quando lui vorrà dire una parola chiara, la dirà”. Tanto quanto basta a far capire che la ridiscesa in campo del Cavaliere è tutt’altro che un “pettegolezzo” da bar della politica, ma una concreta possibilità. Destinata a terremotare l’intera area del centrodestra e a prefigurare una fine ingloriosa per il Pdl.

Se Berlusconi decidesse di dare vita a un nuovo movimento politico, Alfano resterebbe al timone di un partito svuotato e impoverito, presumibilmente in balìa degli ex An, che potrebbero mettere in crisi le velleità moderate dell’ex Guardasigilli. Uno scenario sconfortante per Alfano, che starebbe tentando in ogni modo di tenere uniti i pezzi per scongiurare la rovinosa spaccatura. Ma a decidere, come sempre, sarà Silvio Berlusconi.