Arafat, possibile avvelenamento: riesumata la salma

Ramallah – Sono in corso da questa mattina all’alba le operazioni di riesumazione della salma di Yasser Arafat, per far luce sulle cause del decesso dell’ex leader. Il fondatore dell’Olp e primo presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese è morto in un ospedale militare di Parigi l’11 novembre 2004, ma non sono state mai chiarite le misteriose circostanze della sua morte. Ora il mausoleo in pietra calcarea dedicato ad Arafat è stato riaperto a esperti palestinesi e di altre nazioni per i lavori di riesumazione del corpo.

Avvelenamento – La notizia delle operazioni è stata diffusa dall’emittente radiofonica “Voce della Palestina”. Il sepolcro e il complesso che lo ospitano (la residenza del successore di Arafat, Abu Mazen) è stato nascosto da ampi teloni blu, per evitare sguardi indiscreti. La salma di Arafat è stata riesumata affinché i resti possano essere sottoposti ad analisi autoptiche. Tali verifiche servirebbero a dare la prova definitiva che l’ex leader dell’Olp è stato assassinato da una contaminazione da polonio-210, un pericoloso isotopo radioattivo. Il polonio è una sostanza ad alta deperibilità e entro ques’anno scadrebbe il limite massimo per localizzare eventuali tracce di questa sostanza nella salma di Arafat.

Le indagini – “Saranno prelevati campioni organici sulla base di un protocollo estremamente rigoroso, e saranno quindi esaminati”, ha spiegato Darcy Christen, portavoce della Clinica Universitaria di Losanna, dove sono state effettuate le prime perizie sul corpo del defunto Afafat. Si tratta però di analisi con tempi di verifica particolarmente lunghi, i primi risultati infatti non arriveranno prima del prossimo marzo. I magistrati francesi, che nel 2004 si erano occupati del caso, intendono ora interrogare i membri della cerchia ristretta di Arafat per tentare di fare luce sulla vicenda.