Il giardino dell’Eden: una metafora per descrivere il mondo terreno?

Gli studi sulla localizzazione del giardino dell’Eden sono di antica origine, e hanno dato molte differenti risposte alla domanda “in quale luogo della terra vissero Adamo ed Eva prima della cacciata dal paradiso terrestre”?. Una ricerca piuttosto recente di David Rohl, ad esempio, aveva individuato l’Eden in una valle non lontana dall’attuale Tabriz, nel Nord dell’Iran. Ma se lettura come questa fossero fuorvianti? Se l’Eden non fosse un luogo ben specifico ma avese un valore simbolico? Ad offrire un’altra interpretazione sulla localizzazione dell’Eden è il sito ilportaledelmistero.net, che è partito dall’analisi etimologica del testo dalla lingua ebraica.

Una lettura simbolica – Nel testo in ebraico, la Genesi parla di un gan ’Eden. La traduzione della parola Eden è sorprendente: essa significa “la dimensione del tempo presente”, mentre gan  significa “recinto, steccato”. Perciò la traduzione corretta di  Giardino dell’Eden è, più o meno, “la recinzione che racchiude la dimensione del tempo presente”, ovvero: “il limite del tempo della tua vita”. Letti sotto questa chiave etimologica, gli interrogativi sul Paradiso Terrestre acquisiscono un altro valore, più eminentemente simbolico. Il giardino dell’Eden diventa così simbolo universale di un luogo e un tempo nel quale sono delimitate tutte le vite umane: la terra stessa e la durata dell’esistenza terrena. In effetti si può negare che il nostro mondo sia un luogo abbondante di frutti, animali e delizie? E possiamo negare che è la nostra stessa presunzione di superiorità  (alimentata dal versetto male interpretato della Genesi “Riempite la terra, soggiogatela e dominate rispetto agli altri esseri“) che lo sta man mano distruggendo? Il morso della mela diventa così anch’esso simbolo del libero arbitrio di cui l’uomo gode nella sua vita terrena, e la cacciata dall’Eden il ripetersi costante del peccato che l’uomo – ogni uomo – persegue più o meno involontariamente nel corso della sua esistenza: il dominio su tutti gli altri esseri del creato.