Milan, lo striscione su Pessotto costerà la solita ridicola multa

Sul campo, il Milan ha vinto la partita. Nessun dubbio: il discusso rigore trasformato da Robinho poco dopo la mezz’ora ha regalato ad Allegri tre punti tanto pesanti quanto meritati, condannando la Juventus al secondo ko stagionale. Sugli spalti di San Siro, invece, le cose sono andate diversamente. Lì, l’episodio chiave è arrivato molto prima, intorno al 7′ del primo tempo. Una frangia di tifosi rossoneri ha esposto in Curva Sud uno striscione di pessimo gusto: “Felix 36 km di volo e muro del suono rotto… ma mai spettacolare come il volo di Pessotto“. Per circa 5′ tutto lo stadio ha avuto modo di leggere questa frase vergognosa: poi, per fortuna, lo striscione è stato rimosso, ma lo sdegno è rimasto.

Solo l’ultimo esempio – Collegare la splendida impresa di Felix Baumgartner al dramma vissuto da Gianluca Pessotto è un atto a dir poco disgustoso. L’ex giocatore ed attuale dirigente della Juventus, afflitto dalla depressione, nel giugno del 2006 tentò il suicidio buttandosi da un abbaino della sede del club bianconero: grazie a Dio riuscì a salvarsi ma ancora oggi, a più di sei anni di distanza, è costretto ad ascoltare cori o a leggere striscioni che rievocano il momento più difficile della sua vita. Quello di domenica sera, purtroppo, è solo l’ultimo esempio: tanto per non andar lontano, nella sfida contro l’Inter dello scorso 3 novembre, nel settore ospiti dello Juventus Stadium spuntò la scritta “Pessotto Airlines“. Ne parlarono in pochi, ma questo è il problema minore. Prima di domandarsi come mai i mezzi di informazione tendano a trascurare questo tipo di notizie, bisogna chiedersi come facciano questi striscioni ad entrare all’interno degli stadi.

Si aspettano le scuse – Quello di domenica era lungo almeno una ventina di metri: come abbia fatto a superare i controlli che, per legge, devono essere effettuati all’entrata degli impianti, resta un mistero. Come inspiegabili e ridicole rimangono le pene della Giustizia Sportiva. Punire il club rossonero facendo disputare il prossimo incontro casalingo a porte chiuse forse sarebbe stato eccessivo, ma chiudere il settore coinvolto, la Curva Sud, per un incontro, sicuramente avrebbe fatto da deterrente contro l’inciviltà di questi tifosi. Invece Gianpaolo Tosel si limiterà a comminare al Milan la solita multa di qualche migliaio di euro: una barzelletta, per uno dei club più ricchi del mondo. L’auspicio è che, se non altro, la società rossonera provveda a porgere le proprie scuse a Pessotto, cosa che al momento si è ben guardata dal fare. Perché se il Milan ha vinto la partita, i suoi tifosi hanno perso la faccia.