A Varese commercianti in mutande contro tasse e politici

Contro la forte crisi che sta vivendo la città di Varese, un po’ come tutte le città e i piccoli paesi d’Italia, i commercianti hanno ben pensato di fare sentire la propria voce contro politici e tasse, semplicemente mettendosi in mutande. Una protesta singolare quella messa su dai varesini, tanto particolare da aver conquistato l’attenzione dei media, più di qualsiasi striscione e slogan in piazza. Tutto ciò è nato dalla straordinaria idea di Massimo Crippa, parrucchiere di Bizzozero, che circa un mese fa ha deciso di lavorare in mutande con l’obiettivo di comunicare il messaggio: “Sono tutto quello che mi è rimasto dopo aver pagato le tasse”.

A distanza di poche settimane, Massimo Crippa è stato preso ad esempio da molti dei suoi colleghi varesini, tutti audacemente in mutande per protestare contro l’insostenibile pressione fiscale. Tra i commercianti in protesta, Graziano Balinari, gestore da sette anni del circolo di Bizzozero: meno aitante del parrucchiere 41enne ma allo stessa maniera coraggioso, l’anziano barista ha indossato sorprendenti boxer tricolori dietro il bancone, battendosi per il “popolo sovrano e libero”.

Lo stesso Massimo Crippa è rimasto sorpreso dal successo della sua trovata tra i commercianti di Varese e sui giornali: “Il mio gesto è stato determinato dall’esasperazione. Ormai la situazione è insostenibile – ha spiegato il parrucchiere – Ma certo non pensavo di dare vita a un vero e proprio movimento di cittadini onesti che sono stanchi di subire. La solidarietà che ho ricevuto e il sostegno di tante persone che hanno seguito il mio esempio mi spingono a proseguire”. Tra i progetti per il futuro di Massimo Crippa, vi è infatti quello di dar vita ad un movimento, dal nome “Il Popolo”, che riunisca tutte le categorie di commercianti “in mutande” per gridare ancora più forte il proprio “basta” all’Italia oppressa dalle tasse…

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