Le pornostar sono le donne più felici: lo rivela uno studio scientifico

Altro che donne depresse, sfruttate, reificate: le pornostar sono le donne più felici di tutte. Ad affermarlo è uno studio condotto dalla Shippensburg University, in collaborazione con la Texas Woman’s University e la Adult Industry Medical Healthcare Foundation. Il ricercatore James Griffith ed altri colleghi hanno campionato 177 pornostar americane e altrettante donne al di fuori dell’industria dell’hard, tutte di età compresa tra i 18 e i 50 anni. I risultati sono sorprendenti: le attrici porno hanno una maggiore autostima, una maggiore qualità della vita e della cura del corpo e – a sorpresa – hanno anche dei livelli di spiritualità più alti. Sorprende meno il fatto che abbiano una vita sessuale molto più soddisfacente delle altre donne.

Pro e contro – Ovviamente le attrici hard hanno avuto più partner: una media di 75 (al di fuori dello schermo, beninteso) contro i 5 delle altre donne. Inoltre, vivendo il sesso senza tabù o inibizioni particolari (sono spesso aperte alla bisessualità e hanno il loro primo rapporto relativamente presto), sono più disposte a godere pienamente dei piaceri sessuali, e questo risparmia loro alcune frustrazioni che invece colpisono le altre persone. Lo studio ha sfatato inoltre un falso mito: le pornostar non fanno quel determinato mestiere perché hanno subìto molestie da piccole, o vengono da situazioni disagiate, o cose del genere; anzi, sotto questo punto di vista non presentano particolari differenze rispetto alle altre donne. E anzi, a dispetto di tante dicerie e luoghi comuni, dormono meglio e hanno più energie delle donne con altri lavori. Ovviamente non è tutto rose e fiori: le pornostar hanno infatti ammesso di aver fatto un maggiore uso di droghe ed alcool. Alcuni commentatori, inoltre, si sono interrogati sulla validità del campione: “E’ pericoloso generalizzare su un’industria così grande – ha dichiarato la commentatrice femminista Dawn foster -: le donne che hanno successo e pieno controllo delle loro carriere non parlano per le donne che si trovano in situazioni meno scrutinate“.

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