Napoli: Pasquale Romano, ucciso per errore dalla camorra. Preso uno dei killer

Giustizia è stata fatta, almeno in parte. Ma perdonare è impossibile. Questo fondamentalmente è il sunto delle parole del padre del ragazzo 30enne, Pasquale Romano, che poche settimane fa è stato ucciso a Napoli, dopo la notizia dell’arresto di uno dei killer del figlio. Un omicidio di stampo camorristico, quello di Pasquale Romano, ma un assassinio commesso per un fatale errore. “Gli assassini di mio figlio sono belve che non perdonerò mai. Ho sempre creduto e sempre crederò nella giustizia. Non ci sono termini per definire quegli assassini. Anche chiamarli belve è troppo poco”. Queste le dolorose e rabbiose parole di Giuseppe Romano, padre della vittima dell’agguato del 15 ottobre scorso a Scampia.

Arrestato uno dei killer dell’agguato di Scampia – L’uomo che è stato arrestato nelle ultime ore è Giovanni Marino, colpevole, secondo gli inquirenti che stanno seguendo il caso dell’omicidio di Pasquale Romano, di aver partecipato, la notte del 15 ottobre scorso, all’agguato a Scampia che sarebbe costato la vita al giovane 30enne napoletano. Marino sarebbe stato alla guida dell’auto sulla quale si trovava il killer che ha sparato.

Ucciso per sbaglio a causa di un sms mai arrivato – A tradire Giovanni Marino è stata la sua complice, la donna che abita nello stesso stabile dove abita la fidanzata di Pasquale Romano. La donna, che dopo l’accaduto si è presentata alla questura per collaborare con le forze dell’ordine, ha raccontato di una cena alla quale partecipava anche il vero obiettivo dei sicari della camorra, ovvero Domenico Gargiulo. La cena si svolgeva nello stesso stabile e lo stesso giorno in cui è stato ucciso per errore il giovane 30enne. Il piano era semplice: la donna doveva inviare un sms non appena Domenico Gargiulo avesse lasciato la cena e stesse per uscire dal palazzo. I killer che stavano aspettando fuori in strada, non hanno però atteso il messaggio della donna e, visto un uomo uscire dallo stesso stabile, lo hanno freddato senza colpo ferire.