Alla regione Sicilia era tutto un magna magna

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:18

Si dice che i politici mangiano tutti, e viva dio, bisogna pur nutrirsi. Poi però ci sono politici che mangiano meglio di altri. E spendendo anche meno. Ci riferiamo agli onorevoli della giunta siciliana che potevano usufruire dei prezzi stracciati della mensa del consiglio regionale. Una mensa si fa per dire, tanto che lorsignori erano serviti con piatti in ceramica e posate argentate, tanto lusso che costava ai loro portafogli la bellezza di undici euro per un pasto completo, nemmeno il re della mezza, reso celebre dal film C’eravamo tanto amati, sarebbe arrivato a tanto. A denunciare cotanto spreco sono stati i consiglieri appena eletti del movimento cinque stelle.

Sprechi. I giovani e baldanzosi consiglieri cinquestellini (basta usare quell’orribile grillini) si sono anche accorti che tali sconti non erano frutto della ditta che aveva in gestione tale prestigiosa mensa, bensì un accordo contrattuale, tanto è vero che l’Ars stessa scriveva  nel bando “La ditta dovrà praticare la percentuale di ribasso del 35% rispetto alla media dei prezzi di listino, consigliati dalle associazioni di categoria più rappresentative operanti nella piazza di Palermo”. Ma niente paura per carità. Infatti là dove non potevano le tasche degli onorevoli, già impegnati in più alti uffici, ci pensava l’assemblea stessa integrando con 31 mila euro al mese i mancati ricavi dovuti ai prezzi troppo al ribasso. Soldi che tanto appartengono alla collettività, tutti e di nessuno, fino a che qualcuno non si è alzerà in piedi e dirà, “quelli sono soldi miei”.