Ballare contro stress, depressione e mal di testa

Medicine? No grazie. Basta uno stereo, un ipod o una radio, della buona musica e la possibilità di alzare il volume e scatenarsi per contrastare, soprattutto se si è adolescenti, problemi come depressione, stress, stanchezza e addirittura mal di testa o meglio per combattere la depressione e i problemi psicosomatici ad essa legati. Insomma la miglior cura per questi problemi e disagi interiori sarebbe quella di muoversi ritmicamente sulle note che più ci piacciono, ma soprattutto seguire corsi in grado di far apprezzare il movimento e la gioia racchiusa in esso. A dirlo o meglio ad assicurarlo è uno studio compiuto dai ricercatori svedesi appartenenti all’ospedale universitario di Örebro, guidati da Anna Duberg, e pubblicato sull’American Journal Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine. La danza, però servirebbe, soprattutto a combattere depressione e malinconia aumentando, nei soggetti che decidono di affidarsi a questa cura, invece che alle altre, di accrescere la propria autostima.

La ricerca. Nello studio sono stati arruolate e monitorare dai vari medici, come volontarie, ben 112 ragazze svedesi in età compresa fra i 13 e i 19 anni che avevano lamentato ansia, depressione, mal di testa, e diversi dolori muscolari o reumatici a collo, spalle e schiena. Il gruppo originario di volontarie è poi stato diviso, poi, in due gruppi, non omogenei. Cinquantanove ragazze, infatti, hanno dovuto ‘fare’ danza ben due volte a settimana frequentando un corso, le rimanenti cinquantatre, invece, hanno semplicemente cambiato le loro abitudini ed il loro stile di vita. Ciò che va sottolineato è che queste ragazze non hanno seguito un corso di ballo in grado di spronarle alla competizione, non si sono cimentate con la danza classica e i sacrifici che essa richiede, ma si sono limitate a seguire divertenti lezioni della durata di circa un ora e un quarto durante le quali dovevano concentrarsi soprattutto sulla gioia dei movimenti invece che sulla mera performance e quindi non pensare solamente alla riproposizione dei passi imparati secondo il tempo, ma alla felicità che i movimenti potevano dare. Dopo ben otto mesi i due gruppi sono stati richiamati in laboratorio e sottoposti a nuovi test e dopo la raccolta dei dati e la loro analisi è emerso che le ragazze che avevano fatto danza accusavano meno sintomi rispetto alle altre e avevano accresciuto, notevolmente, la propria autostima.  In qualche modo la danza le aveva ‘curate’ aiutandole ad affrontare nel migliore dei modi i problemi che, quotidianamente, si ritrovavano davanti.

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