Carla Bruni contro il femminismo, scoppia la polemica

Da quando è nota al mondo dello spettacolo, ed ora ancor più nei panni di ex premiere dame, non è mai successo che ad una dichiarazione pubblica di Carla Bruni non seguisse l’inevitabile polemica… E mentre in passato la temeraria Carlà ha scatenato le ire dei suoi compatrioti italiani, rinnegando lo spirito goliardico e poco chic del Bel Paese, stavolta la modella dovrà fare i conti con le scatenate femministe francesi, che di stile ne hanno, e pure tanto… Nell’intervista a Vogue Paris, la cui edizione speciale uscirà il 3 dicembre, la Bruni ha infatti affermato l’inutilità del femminismo nelle nuove generazione, definendosi essa stessa una “borghese”: “Mi piace la vita di famiglia. Mi piace fare le stesse cose giorno dopo giorno”. Insomma, una vita tutta casa, marito e figli, quella che l’ex modella dice di condurre, e che le donne della sua generazione dovrebbero pure condurre, secondo quanto fa sottintendere…

La polemica è da subito scattata su Twitter ed è stata portata avanti dall’associazione “Osez le feminisme”, che ha invitato tutti ad utilizzare l’hashtag #ChereCarlabruni per spiegare alla “cara Carla Bruni” l’importanza del femminismo. L’associazione ha definito “indecenti” le dichiarazioni della Bruni, mentre tra le attiviste c’è chi sostiene che l’ex modella sia privilegiata, ed in quanto tale non può capire quanto sia importante la lotta per i diritti delle donne. Anche personaggi dello spettacolo hanno preso parte alla polemica: “Avremo bisogno del femminismo fino a quando un uomo che passa sul marciapiede si fermerà di propria iniziativa per aiutarti a parcheggiare“- ha scritto l’attrice Isabelle Mergault.

La giornalista Muriel Cousin ha invece sostenuto che a Carla Bruni “manca solo l’intelligenza per capire che le sue affermazioni sono indecenti”. Per una delle attiviste, “circa 75mila donne stuprate ogni anno in Francia bastano a convincere Carla Bruni della necessità del femminismo”. Infine è arrivato l’autorevole commento dell’ex ministro ed eurodeputata Corinne Lepage, per la quale “fino a quando non ci saranno donne alla Banca centrale europea ci sarà bisogno del femminismo”.

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