L’irresistibile ascesa di Marine Le Pen

Se dalle nostre parti non si ride, di certo in casa dei nostri cugini d’oltrealpe non si stanno stappando bottiglie di Champagne. Anzi. Anche da loro la crisi si fa sentire, tanto che un recente sondaggio pubblicato su Figaro Magazine ha fotografato come il pessimismo la stia facendo da padrone. Un pessimismo che attanaglia tutti e non trova risposte propositive. Infatti ben l’ottanta per cento dei francesi vede il futuro a tinte fosche e che appena il trentacinque per cento di essi, farebbe affidamento sul presidente della repubblica François Hollande per uscire dal pantano della crisi. Una situazione che ricorda tanto la nostra, e così come da noi anche i nostri cugini hanno in odio la classe politica. Tutti i partiti tradizionali perdono colpi, tranne uno, il Fronte Nazionale di Marine Le Pen. 

Anti Euro. Marine è figlia d’arte, infatti suo padre era quel Jean Marie Le Pen che nelle presidenziali del 2002 sconvolse la Francia e il mondo intero arrivando al ballottaggio riuscendo ad estromettere il candidato socialista Lionel Jospin. Quello si credeva sarebbe stato il miglior risultato della storia del Fronte Nazionale, ma gli analisti non avevano fatto i conti con l’ambiziosa Marine, che forte dei suoi sei milioni e mezzo di voti guadagnati alle ultime elezioni, adesso può affermare senza peli sulla lingua di essere il vero capo dell’opposizione, approfittando della crisi interna al partito gollista dopo l’abbandono di Nicolas Sarkozy. Quella della Le Pen è una posizione orgogliosamente Anti euro, tanto che parla, in un’intervista apparsa sul Corriere.it  della moneta unica come di un esperimento folle messo a punto da quegli scienziati pazzi che sono i burocrati.  Posizioni antieuropeiste che hanno gioco facile in questo periodo a trovare consenso popolare, tanto quanto ne sta trovando nel nostro paese Beppe Grillo. Fino a che una protesta non ci sommergerà.

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