Skylon: l’Inghilterra progetta l’aereo spaziale

E’ annunciata come una vera e propria rivoluzione nel mondo del trasporto aereo di linea e probabilmente si chiamerà Skylon. In Inghilterra la Reaction Engines ha appena finito di condurre una serie di test sul suo nuovo sistema di propulsione per aerei. Al propulsore che funziona in modo da sfruttare l’ossigeno per bruciare carburante, è stato dato il nome di Sabre e promette di accorciare di molto i tempi di trasferimento da un capo all’altro del mondo. Un esempio? Grazie ad un sistema di raffreddamento appositamente progettato, il Sabre, che per ora è solo un progetto in fase piuttosto avanzata, sarà in grado di far viaggiare gli aerei su cui verrà montato anche a mach 5.5, senza  problemi di surriscaldamento. Viaggiare dall’Inghilterra all’Australia richiederà circa 4 ore.

Un progetto stellare. Finanziato al 90% da privati, ma concretamente appoggiato dal governo del Regno Unito, Skylon, questo il nome che dovrebbe prendere l’aereo prototipo, nelle intenzioni dei progettisti sarà il primo aereo di linea dotato di un propulsore a reazione in grado di viaggiare oltre l’atmosfera. Sarà una sorta di razzo, ma in grado di decollare e atterrare come un normalissimo velivoto adibito al trasporto persone. Per realizzare Skylon la Reaction Engines dovrà riuscire a raccogliere 250 milioni di sterline. I responsabili del progetto però non appaiono per nulla spaventati ed anzi, ed anzi dal canto loro, riguardo all’affidabilità ed alla bontà del loro progetto, possono vantare una conferma a dir poco prestigiosa, quella venuta dall’Agenzia Spaziale Europea.

Quest’ultima, interpellata  dall Agenzia Spaziale del Regno Unito, che ha chiesto alla prima di validare i test sul dispositivo di raffreddamento del Sabre, ha dichiarato pubblicamente che i suddetti test hanno raggiunto tutti gli obiettivi prefissati. Il dispositivo di raffreddamento del Sabre (che funziona anche da scambiatore di calore) è un punto nodale dell’intero propulsore e quindi del progetto Skylon. E’ infatti in grado, secondo quanto riferito dalla Reaction Engines di raffreddare l’aria da una temperatura di 1000 gradi a meno 150, in un solo centesimo di secondo, senza però che il motore vada incontro al rischio di congelamento. Il primo passo verso una nuova era nei viaggi aerei.