Calcioscommesse, parla Gegic: “Serie A venduta da 20 anni”

Un nuovo capitolo del calcioscommesse rischia di mettere nuovamente in subbuglio l’intero sistema calcistico, italiano e non solo. E’ arrivato in Italia, nel pomeriggio di ieri, Almir Gegic, il serbo che era uno degli artefici del sistema di compravendita delle partite. Interrogato dai magistrati, non ci ha messo molto per stupire tutti: “Comunque, signor giudice, non c’eravamo solo noi. Ci sono anche altri gruppi che gestiscono le scommesse. Non abbiamo inventato niente, è da vent’anni che in Italia si comprano le partite“. Frasi che potrebbero aprire nuovi scenari, ma che in ogni caso dovrebbero aiutare ad arrivare al cuore del problema.

Mister X – Secondo l’ex giocatore serbo, ci sarebbe un fantomatico personaggio, di cui Gegic dice di non conoscere l’identità, con cui lui ed Ilievski (amico d’infanzia e finanziatore) avrebbero cominciato ad entrare nel mondo delle scommesse: “Un signore sulla sessantina. Io e Hristiyan lo abbiamo incontrato un paio di volte, ce l’ha presentato Bellavista, aveva più di dieci telefonini. Ci siamo visti all’hotel Tocqueville a Milano, quello dove vanno i calciatori. Voleva venderci parite di serie A nelle quali erano coinvolte squadre del Sud, Catania, Palermo, Lecce e Napoli“.

Inizi – Lo zingaro parla poi di come è proseguita la cosa: “A Mendrisio tramite Bressan  mi sono visto con Gervasoni e Gritti. Da lì è partito tutto, ma non ero in grado di finanziare i tarocchi. Ecco perché mi sono rivolto ad altri. Così è arrivato in Italia anche Ilievski: disponeva di soldi e di una security di 200 persone“. Un circuito che col tempo è diventato ben oliato, riuscendo a coinvolgere diverse realtà del nostro calcio. Oggi ci sarà la seconda parte dell’interrogatorio che, probabilmente, porterà a galla altri elementi importanti. Per concludere, Gegic ci tiene a precisare che nel sistema calcioscommesse non è mai stata usata violenza: “Mai costretti i giocatori, si offrivano loro volentieri“.Chissà perchè, ma la cosa non sorprende più di tanto.