Camorra, Torre Annunziata: donne incinte e minori come pusher

Questa mattina la Guardia di Finanza di Torre Annunziata, guidata dal tenente colonnello Carmine Virno, ha eseguito 27 ordinanze cautelari tra arresti e divieti di dimora. Di queste 27 ordinanze, ben sei riguardano minorenni, mentre dodici vedono coinvolte delle donne. Gli arresti sono stati operati in seguito all’operazione chiamata ‘Biancaneve’.

Donne incinte e minorenni per smerciare la cocaina – La camorra ha ingaggiato tra le sue fila, donne incinte e bambini per lo smercio di cocaina. Donne e ragazzini, infatti, hanno un pregio all’interno dell’organizzazione criminale: costano poco, si accontentano di qualche centinaia di euro a settimana, e non si ‘sballano’. Questi nuovi soggetti introdotti dalla camorra all’interno del loro organigramma, non hanno bisogno dunque di molti soldi per drogarsi o per fare la bella vita. Donne e ragazzini ricevono ‘stipendi’ regolari, ma modesti, per questo fungono bene in un periodo di spending rewiew che ha colpito anche lo cosche criminali.

Donne incinte pusher per la camorra – Le ragazze incinte, poi, che erano coinvolte nello smercio di cocaina e che sono state arrestate, erano utilissime alla camorra: custodivano la droga e si occupavano della vendita diretta. Lo stato interessante della gravidanza rappresentava il migliore salvacondotto per eludere controlli e perquisizioni da parte degli uomini delle forze armate. In alcuni casi – ha spiegato il procuratore di Torre Annunziata, Raffaele Marinoè stato accertato che la sostanza stupefacente veniva custodita e smerciata da donne incinte, che facevano leva proprio su tale condizione per cercare di eludere i controlli”.