Siria senza Internet, il governo accusa i ribelli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:44

C’è molta calma in Siria. Da diverse ore, più precisamente dalle 12,30 di ieri, l’intero paese è sprofondato nel silenzio. Interrotta la rete Internet e in diverse aree anche quelle mobile e dei telefoni fissi. Ad aggravare la situazione, è l’incertezza per ciò che sta accadendo in un paese sconvolto dalla guerra civile che imperversa da quasi un anno. L’immagine riporta la fonte Arbor Networks, che ha rilevato in questo grafico il fermo totale del traffico Internet. Anche le società di servizi web Akamai e Renesys hanno annunciato che tutti gli 84 blocchi di indirizzi ip ricollegabili ad utenti siriani erano stati bloccati.

Paura nella capitale – La situazione rimane comunque confusa, vista la difficoltà che si è creata nell’ottenere informazioni attendibili circa la situazione interna in Siria. Gli attivisti affermano infatti che l’intera capitale Damasco sarebbe caduta nel black out delle comunicazioni, senza la possibilità di effettuare telefonate. Per ora il regime di Bashar al-Assad ha affermato che il blocco sarebbe stato pianificato da terroristi, ma il comunicato suona ormai come una delle tante informazioni diffuse per giustificare le violenze che si ripetono ovunque nel paese.

La risposta al regime – Nel caos, gli attivisti dei Comitati di coordinamento locale in Siria stanno continuando ad aggiornale la loro pagina Facebook, lanciando il timore che la mossa sia stata pensata dal regime di al-Assad prima di una larga manovra repressiva. Secondo gli attivisti, altre zone oltre alla capitale si troverebbero senza comunicazioni telefoniche: “le comunicazioni sono state interrotte in molte zone dei governatorati di Hama, Homs e Daraa e in tutte le aree dei governoratorati di Tartous e Swaida, oltre che in alcune località di Dayr az-Zor e Raqqa”. Si legge sulla loro pagina Facebook e aggiungono: “I Comitati di coordinamento ritengono il regime responsabile per tutti i massacri che saranno commessi nelle città siriane a partire da questa mossa.” In effetti, che siano stati i ribelli o gli agenti governativi, la preoccupazione aumenta. Senza la possibilità di cronaca, adesso sarà difficile rispondere rapidamente ad una possibile escalation di violenze. E questo preoccupa anche chi è ancora a favore di Bashar al-Assad.