Alcune cose da dire sul caso Sallusti, per la precisione

Alessandro Sallusti è il direttore di un giornale di Destra. Di quella destra che in molti, anche chi scrive, considerano rozza  populista ed eticamente spregevole. E’ il direttore di un giornale di Destra che tra le altre cose è anche di proprietà del fratello dell’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Alessandro Sallusti è per molti, anche per chi scrive, un giornalista sfacciatamente di parte. Questa premessa è necessaria per spiegare che chi scrive non è esattamente un fan di Sallusti giornalista. Tuttavia la sentenza che lo ha condannato agli arresti domiciliari ci appare un tantinello forzata. Prendiamoci la briga di leggere un secondo alcuni passi della sentenza della cassazione, quelli in cui si motiva il carcere per l’attuale direttore del Giornale, che ricordiamo è accusato di omesso controllo per un articolo anonimo, apparso su Libero, di cui era allora direttore, in cui veniva fornita una falsa notizia circa un giudice donna che avrebbe fatto abortire una ragazza, la quale invece aveva perso il bambino per cause naturali.

Motivazioni. Nella sentenza si parla della condotta di Sallusti nello specifico di cita “la gravità del fatto delineata dalle modalità di commissione di fatti caratterizzati da particolare negatività” ricordando poi che l’ex direttore di Libero è recidivo avendo già “sette pregresse condanne per diffamazione di cui sei in relazione all’ipotesi prevista dall’art. 57 c.p” e per di più “non può ammettersi l’esistenza di una lecita attività lavorativa che abbia, come inevitabili prodotti naturali, fatti lesivi di diritti fondamentali dei cittadini”. Insomma secondo la Cassazione “la storia e la razionale valutazione di questa vicenda hanno configurato i fatti e la personalità del loro autore, in maniera incontrovertibile, come un’ipotesi eccezionale, legittimante l’inflizione della pena detentiva“.

Sentenza politica. Viene cioè condannata una condotta giornalistica. Un modus operandi che poi spesso è stato il modus operandi contestato ai giornali di proprietà o vicini al Cavaliere e che qualcuno ha ribattezzato macchina del fango. Quello che stiamo dicendo è che pur trovando professionalmente alquanto poco condivisibile questo modo di esercitare la professione giornalistica, allo stesso modo troviamo eccessiva la pena del carcere per un reato che sia chiaro non è d’opinione. ma di mancato accertamento dei fatti che sono stati riportati. Insomma è giusto che Sallusti riceva una multa, che si scusi, e faccia quanto di più utile per restituire l’onore alla persona diffamate. Ma mandarlo in carcere è una forzatura legittima ma eccessiva, dannosa in un paese in cui certi atteggiamenti si sono tollerati per anni per poi improvvisamente svegliarsi e accorgersi che le cose funzionano così. Sallusti non deve pagare per le tante, troppe anime belle che trovano il coraggio di indignarsi fuori tempo massimo.