Crackberry, controllare il telefonino è una dipendenza da curare

E’ ciò che tutti, specie i più giovani, fanno di continuo e che è spesso sottovalutato come una “mania” piuttosto che essere considerato una vera “dipendenza”: stiamo parlando del controllo compulsivo del proprio cellulare, alla scoperta di eventuali nuovi messaggi da leggere. “Crackberry” è il nome coniato per descrivere i curiosi, o meglio gli “ossessivi” nei confronti del proprio telefonino. Essi ci circondano, sempre con il proprio dispositivo tra le mani, per andare dietro ad una comunicazione troppo veloce e sempre più simile al face to face, permessa dai device di oggi.

Un gruppo di scienziati della Hankamer School of Business alla Bayolor University del Texas ha di recente condotto una ricerca sul comportamento di 191 studenti ed ha rilevato che essi trascorrono circa sette ore del giorno a contatto con i dispositivi mobili. Ciò non influisce soltanto sulle relazioni interpersonali, con una forte incidenza negativa sulla vita di coppia, ma anche sulla persona stessa, che avrà una dipendenza simile allo shopping compulsivo. Neppure in maniera positiva è stato valutato il fenomeno di smarrimento a cui l’individuo va incontro, nel momento in cui si rimane senza dispositivo tra le mani. A dettare tale dipendenza sarebbe la paura di rimanere disconnessi dal mondo e dal contatto con la rete di telefonia mobile. Gli studi mostrano infatti come questa paura, che prende il nome di “nomophobia”, sia sempre più diffusa e che per questo motivo esistono dei rimedi, volti a mutare il proprio comportamento in favore di un più sano rapporto con il proprio telefonino.
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