Torna Internet in Siria e svela la strage di civili

Dopo il blocco di due giorni alla rete Internet in Siria, ieri la connessione è tornata in quasi tutto il paese. A riferirlo è  la società di servizi web Renesys, che sta monitorando la situazione. Ristabiliti i contatti, però, sono stati svelati altri massacri perpetrati dal regime di Bashar al-Assad, in guerra da 20 mesi con il gruppo di ribelli che vorrebbe rovesciare il suo governo.

Strage di innocenti – Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani (SOHR), l’esercito regolare starebbe compiendo in questi giorni una manovra per “rendere sicura la capitale”, bombardando le postazioni di ribelli, o terroristi, come li chiama il presidente al-Assad. Il bilancio di questa nuova “operazione chirurgica” è di almeno 74 morti nella giornata di ieri, mentre continuano i bombardamenti sui sobborghi di Damasco. Ci sono pochi dati certi, data la confusione, ma secondo i Comitati locali di coordinamento ci sarebbero anche 10 bambini tra le vittime dell’attacco che ha ucciso 23 civili nel sobborgo di Ziabiya, nei pressi della capitale. Alcuni video lanciati su Internet mostrano la cruda situazione di queste ore e confermano quanto annunciato dalle organizzazioni operanti all’estero e vicine all’opposizione.

Controllo incerto – Anche altri quartieri della periferia di Damasco sono in questo momento oggetto di bombardamenti tra i quali, secondo il SOHR, Kafar Souseh, Darraya e Mliha, a sud-est della capitale. Qui l’esercito regolare starebbe cercando di mantenere il controllo delle vie di comunicazione che conducono all’aeroporto. Prese d’assalto anche Homs, Deir al-Zor, Idlib e la ormai città martire di Aleppo. È evidente che l’influenza dei ribelli sul territorio si sta espandendo a macchia d’olio se al-Assad è stato costretto a trasformare la regione in un fortino controllato capillarmente dalle forze a lui fedeli. In questa sporca guerra, che vede ancora le organizzazioni internazionali prendere le distanze da ciò che accade in Siria, sono già morte intanto 40 mila persone.