Appuntamento al buio… il fascino dell’ignoto: La firma del demonio

Introduzione: Come ogni lunedi, torna l’Appuntamento al buio con Sergio Marchi. Lunedì scorso lo scrittore è entrato nei meandri della Bibbia del Diavolo e più ancora in quelli dell’inquietante manoscritto medioevale conosciuto con il nome di  Codice Gigas, da cui l’autore del romanzo ha tratto ispirazione.  La terza e ultima parte parte è, se possibile, ancora più misteriosa. Un buon numero di caratteristiche del suddetto manoscritto appaiono scientificamente inspiegabili. (Redazione).

L’intero manoscritto, il Codice Gigas, è scritto in latino e ci sono molte lavorazioni su iniziali, sulle miniature e sulle immagini a piena pagina. Considerando i metodi di scrittura dell’epoca, un monaco in quelle condizioni, avrebbe dovuto impiegare non meno di 25 o 30 anni per portare a termine quel lavoro, a meno che non fosse stato affiancato nell’impresa da molti altri monaci. Ma… c’è un ma: la calligrafia, è stato accertato, è di un solo uomo. Ma un uomo in 30 anni invecchia e inevitabilmente la grafia diventa sempre più incerta. Ma non nel Codice Gigas: la calligrafia è perfetta dalla prima parola all’ultima e non esiste un solo errore!

Altra particolarità: l’inchiostro. Nel caso specifico è stato usato un inchiostro ricavato dagli insetti e ogni volta che se ne produceva una certa quantità, la composizione non risultava mai identica alla quantità prodotta precedentemente. Ma, ancora, non nel caso del Codice: la composizione risulta essere la stessa per l’intera stesura del libro. E poi, secondo alcuni, i disegni contenuti non sarebbero conformi ai canoni grafici medioevali, usati in quel periodo. E questo vale soprattutto per l’inquietante immagine a tutta pagina di Satana, considerata la firma del vero autore: il demonio.

A questo punto ognuno è libero di credere a ciò che vuole; forse c’è davvero lo zampino del diavolo o forse un giorno verrà spiegato tutto in modo razionale. Nel frattempo la fantasia galoppa e si sogna per evadere da una realtà che ormai sembra andarci davvero stretta. Così si dà spazio ai romanzi, la porta che ci permette di entrare in un’altra dimensione, di viaggiare nel tempo e nello spazio, comodamente seduti sulla nostra poltrona, per cercare di risolvere misteri. Nel caso specifico: Satana. Il male, la trasgressione, il proibito. Visto in questi termini, a mio avviso non ci sono dubbi sulla sua esistenza. Ma può davvero trasformarsi in qualcosa di concreto con il quale si può scendere a patti? Purtroppo le tristemente famose sette sataniche, ci dicono che sono in molti ad esserne convinti.

D’altro canto chi crede in Dio e nei suoi miracoli, crede in qualcosa di analogo ma all’opposto. L’intero universo si regge sui contrari: luce-buio, caldo-freddo, bianco-nero, bene-male… l’eterno conflitto. Senza l’uno non può esistere l’altro. Chi crede nel bene non può non credere nel male, l’importante è sapere scegliere e seguire la strada giusta. Vendere l’anima al diavolo fa sorridere? Le persone che consideriamo sante hanno donato la loro anima a Dio e nessuno le deride. Quindi se esistono i santi…Senza mai dimenticarsi però dell’enorme differenza tra queste due categorie di individui: la prima fa uso della propria anima per aiutare il prossimo, senza pretendere nulla in cambio, l’altra la vende mercanteggiando per la contropartita: ricchezza, vita eterna, potere o eterna giovinezza. A proposito di eterna giovinezza, nel 1891 Oscar Wilde ci ha regalato: “Il ritratto di Dorian Gray”, romanzo più che mai attuale, che forse non fa stare con il fiato soppeso come “La Bibbia del diavolo”, ma il significato è alquanto profondo. Un’ultima curiosità: Ermanno il recluso, sempre stando alla leggenda, dopo essere stato appoggiato del diavolo, sembra abbia invocato l’aiuto della Vergine Maria, affinché lo liberasse del satanico contratto. Si dice però che sia morto prima che la Madonna riuscisse nel proprio intento. Ma questo è soltanto un po’ di… gossip medioevale. E il prossimo lunedì? Andremo ancora più in dietro nel tempo.