La Siria chiama la svolta: potrebbe utilizzare le armi chimiche

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:24

Per 20 mesi in Siria si è combattuta una guerra civile, con un bilancio che ha già superato le 40 mila vittime. Nessuno stato estero è intervenuto negli affari siriani, neanche quando le armi dell’esercito regolare hanno ucciso dei cittadini turchi. Non si è superata la soglia di sopportazione nemmeno quando in Turchia è stato scoperto che un aereo proveniente da Mosca trasportava armi probabilmente destinate al governo siriano. Adesso le cose potrebbero cambiare.

L’inizio della fine? – il momento di questa svolta si potrebbe individuare con il blackout delle telecomunicazioni avvenuto tra il 29 e l’1 dicembre. È stato allora che potrebbero essere incominciate le manovre comandate dal governo siriano che stanno in queste ore allarmando le più grandi potenze mondiali. Il presidente Bashar al-Assad ha minacciato l’uso delle temute armi chimiche e come ha scritto il New York Times si tratta di una mossa “mai vista prima”, quel genere di mossa che supererebbe i limiti di sopportazione. Gli Stati Uniti hanno subito annunciato un’azione d’emergenza che potrebbe essere messa in atto qualora le armi chimiche venissero impiegate, ma anche qualora non fossero poste in sicurezza. Si parlerebbe anche dell’intervento di un contingente di circa 75 mila uomini.

Un lento declino – Intanto c’è molto fermento a Damasco. Mentre nelle periferie il regime bombarda le abitazioni di civili alla ricerca dei ribelli, l’Onu ha richiamato gli addetti “non necessari“, 25 persone su un totale di100. Sempre di oggi la notizia della defezione di Jihad Makdissi, portavoce del ministero degli Esteri siriano. L’uomo sarebbe salito su un aereo in Libano che era diretto a Londra. Si tratta dell’ennesimo colpo per il regime, mentre continua anche la fuga di imprenditori e capitali dal paese verso l’Egitto. Da mesi, infatti, si starebbe operando lo spostamento di decine di milioni di dollari verso le banche egiziane.

Il via libera di Mosca – “Assad deve sapere che il mondo sta guardando e sarà ritenuto responsabile.” Ha detto il segretario di Stato Hilary Clinton. Il presidente siriano ha risposto che non userà le armi chimiche contro la sua popolazione, ma adesso sta venendo meno l’appoggio della Russia, lo stato che in questi mesi ha ostacolato maggiormente un possibile intervento in Siria. Putin ha detto che “Mosca non è l’avvocato della Siria”, scatenando decine di droni americani e israeliani lungo i confini siriani, alla sfrenata ricerca di prove circa il movimento dei famigerati “arsenali del male”.