Per cambiare volto la Cina ha bisogno delle vecchie case

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:53

Che la Cina stia cambiando ce lo sentiamo dire da parecchi anni, quello che meno consideriamo è il prezzo che comporta questa grande evoluzione asiatica. Ogni giorno nel paese ci sono centinaia, se non migliaia di espropri a danno della popolazione, perché le vecchie case vanno demolite per recuperare spazio destinato a grattacieli o infrastrutture di collegamento, come aeroporti, autostrade e linee metropolitane.

Il grande balzo – Prendiamo un esempio. Nel 1999 la metropolitana di Pechino era lunga complessivamente 38 chilometri e aveva 41 stazioni. Dal 2001, la rete si è sviluppata rapidamente e ora conta un’estensione di 337 chilometri, con 147 stazioni operative (la metropolitana più lunga d’Italia, quella di Milano, vanta solo 88 chilometri di percorrenza). Questa crescita va avanti a suon di record e limitazioni alla libertà, come quando una squadra di operai era stata costretta a costruire un palazzo in 48 ore, o più frequentemente quando migliaia di persone vengono “invitate” ad abbandonare le proprie case perché l’area è stata destinata ad un progetto pubblico. Come nel caso di Wukan, un villaggio nella provincia del Guandong, dove però la popolazione si è ribellata, riuscendo a farsi restituire 600 dei 3200 ettari di terra strappati arbitrariamente.

La mano pesante del potere – Ma nel più dei casi non ci sono lieto fine e interi quartieri vengono rasi al suolo, mentre agli abitanti viene offerto un indennizzo pari a circa il 5% del prezzo a cui il terreno viene poi rivenduto alle aziende. Secondo alcuni studiosi cinesi questo vero e proprio commercio dei vecchi immobili frutta quasi un terzo di tutte le entrate delle amministrazioni locali. Per questo motivo il rischio di corruzione e violenze collegate a questi interessi è molto alto e molte persone hanno denunciato di aver subito minacce e intimidazioni anche dagli operai delle aziende intenzionate a comperare il terreno. In alcune aree si sono addirittura venuti a creare piccoli imperi commerciali gestiti dalla malavita. Resta però emblematico il caso della provincia dello Zhejiang, dove una coppia di anziani si era rifugiata nella propria abitazione mentre intorno gli operai erano al lavoro per costruire un’autostrada. Oggi, dopo giorni di contrattazione e centinaia di foto che hanno fatto il giro del mondo (come quella che pubblichiamo), le ruspe del cantiere hanno chiuso questa pratica simile a tante altre, che però in Cina rischiava di creare un precedente molto pericoloso.