Protesta internazionale per le colonie, Israele accellera

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:25

Al progetto israeliano di costruire 1700 nuovi insediamenti a Gerusalemme est e in Cisgiordania, l’Europa ha reagito immediatamente con un forte dissenso. Francia, Gran Bretagna, Svezia e Spagna hanno convocato ieri gli ambasciatori israeliani per condividere la loro preoccupazione per il piano annunciato. La pressione contro Israele ha coinvolto anche gli Stati Uniti, la Cina e la Russia.

Sembrerebbe però che l’offensiva diplomatica internazionale non abbia smosso minimamente i progetti del premier Benyamin Netanyahu che, al contrario, sembrerebbe propenso ad accelerare il piano di costruzione delle nuove colonie. Una fonte dell’ufficio del premier ha ribadito che Israele continuerà il suo progetto a fronte della “mossa unilaterale” palestinese all’Onu.

La costruzione delle colonie è stata quindi accelerata: sono previste 1.700 nuove unità abitative a Gerusalemme Est, nel sobborgo di Ramat Shlomo. Domani è previsto un incontro tra Netanyahi e la cancelliera Angela Merkel. Il premier Monti si è definito “profondamente preoccupato”, mentre Parigi e Londra propongono una “reazione forte” per bloccare il progetto israeliano. Gli Stati Uniti hanno definito la decisione di accelerare il progetto come “controproducente rispetto all’obiettivo di vivere fianco a fianco in modo pacifico e in sicurezza”.