Calciomercato Milan, Berlusconi non sogna Balotelli. Perché non può

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:21

Se voleva accendere il calciomercato del Milan, Silvio Berlusconi è riuscito nel suo intento. Quel “Balotelli non è un sogno“, scandito ai microfoni dei cronisti che lo attendevano nel garage di San Siro pochi minuti prima del match tra i rossoneri e lo Zenit, ha scatenato un vero e proprio putiferio. Sì, perché la frase del numero uno del club di via Turati è stata interpretata in due modi diversi. Anzi, diametralmente opposti. I sognatori, quelli che vedono in SuperMario il possibile salvatore della Patria, hanno avuto l’illusione che il loro Presidente aprisse in maniera decisa all’arrivo del centravanti del Manchester City: no, “non è un sogno“, è un’ipotesi assolutamente concreta.

Doppia interpretazione – I più attenti, però, hanno dato una lettura diversa. Osservando l’atteggiamento con cui Berlusconi ha pronunciato quelle parole, si è avuta la netta sensazione che il patron avesse intenzione di spegnere ogni illusione rossonera: “Presidente, Balotelli è un sogno?“. “No, non lo è“. Tradotto: no, noi a SuperMario non pensiamo. Non lo sogniamo e non abbiamo alcun desiderio di portarlo al Milan. Ci teniamo gli attaccanti che abbiamo e con loro andiamo avanti. Perché un conto è rigenerare l’ambiente facendo un salto a Milanello alla vigilia di ogni partita, caricando la squadra con il proprio carisma; un altro è mettere mano al portafogli e scucire un assegno a sei zeri.

La volpe e l’uva – Per la volpe Milan, l’uva Balotelli rimane inarrivabile. L’eliminazione del Manchester City – che ieri sera è riuscito nella non facile impresa di chiudere il gruppo D di Champions all’ultimo posto, dicendo addio anche alla consolazione dell’Europa League – non illuda i fan del Diavolo: anche senza impegni europei, SuperMario rimarrà alla corte di Mancini. O, comunque, non andrà al Milan. Con le cessione di Ibrahimovic e Thiago Silva, il club rossonero ha intrapreso la strada dell’austerity e non tornerà indietro. Allegri dovrà rassegnarsi e sfruttare al massimo le qualità dei vari El Shaarawy, Pazzini, Bojan, Robinho. E Pato, il cui infortunio di Bruxelles si è rivelato più grave del previsto: il Papero tornerà a disposizione nel 2013. Questo, purtroppo, non è un sogno. Questo è un incubo.

photo credit: massimo ankor via photopin cc