Dopo la protesta esplode la rabbia in Egitto: ci sono due morti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:04

In Egitto la situazione si sta facendo sempre più calda. Che cosa succederà, dopo che il presidente Mohamed Morsi ha deciso di portare avanti il suo progetto di Costituzione? Grazie alla nuova carta riuscirebbe a eludere il controllo giudiziario, aumentando pericolosamente il suo potere. Per questo ci sono già stati incidenti e scontri nella capitale Il Cairo e ieri si era temuto che i manifestanti potessero raggiungere le stanze del palazzo presidenziale.

Come in una guerra – Oggi però è scoppiata la rabbia della gente, che evidentemente non accetta la decisione di Morsi come un fatto compiuto. Dopo l’assaggio di ieri, migliaia di persone sono tornate a protestare sotto il palazzo presidenziale di Ittahadeya, ma questa volta la polizia non è riuscita a disperdere la folla con i lacrimogeni come aveva fatto ieri. Nell’attacco alla residenza di Morsi sono stati lanciati sassi e molotov, mentre decine di macchine venivano date alle fiamme. In un teatro quasi da guerra civile, con esplosioni e spari, la polizia è stata costretta a dispiegare decine di agenti in assetto anti sommossa. I combattimenti del centro del Cairo hanno provocato però la morte di due persone e il ferimento di altre quattordici. Le vittime erano un attivista dei Fratelli musulmani e una donna. Nel frattempo a Ismailia veniva data fuoco ad una sede del partito di Morsi. Così l’Egitto rischia di cadere in un vortice di violenza, in cui le fazioni opposte potrebbero desiderare sì la deposizione del presidente, ma grottescamente anche la vendetta.

Lo sfaldamento del puzzle – Con l’arrivo della notizia della morte di due persone negli scontri di piazza, tutti i 17 consiglieri di Morsi hanno deciso immediatamente di dimettersi. Il motivo della defezione non è nascosto e sarebbe proprio per rispetto nei confronti dei “martiri caduti la sera del 5 dicembre” I consiglieri hanno poi aggiunto “Non vediamo soluzioni di uscita dalla crisi.” Intanto il leader dell’opposizione Mohamed el Baradei ha approfittato dei tragici scontri di oggi per attaccare il presidente, accusandolo di essere il colpevole delle violenze e promettendogli la prosecuzione delle manifestazioni contro di lui. Mentre però il governo invita la popolazione alla calma, la data del referendum che sottoporrà le nuove disposizioni costituzionali al voto popolare rimane sempre quella del 15 dicembre. Unica concessione è la possibile modifica di parte delle nuove disposizioni, ma se i cambiamenti non saranno abbastanza profondi, difficilmente gli egiziani smetteranno di scendere in piazza. Soprattutto perché adesso sarà difficile dimenticare quello che è accaduto oggi.