La chiesa e il pugno chiuso

Monsignor Rino Fisichella proprio non li sopporta certi gesti così retrò. E così ha trovato il modo di prendersela con i tre membri dello staff che domenica sera sono saliti sul palco a festeggiare con Pierluigi Bersani la vittoria di quest’ultimo nelle primarie del centro sinistra. Motivo dell’eminente critica è stato un gesto dicevamo, un gesto che deve essere apparso all’alto prelato francamente inaccettabile. Il gesto in questione era il pugno chiuso sfoggiato da tutti e tre i giovani collaboratori del neo candidato premier del centro sinistra, anche lui, anzi sopratutto lui in odore di comunismo, e quindi assai pericoloso cattivo maestro. Ecco allora che spinto  da necessità pedagogica, probabilmente per avvertire le ancora inesperte pecorelle smarrite sull’anacronismo di un gesto tanto sbagliato, il monsignore ha sentito l’irrefrenabile bisogno di dire la sua.

Polemica. Ecco dunque il sacrosanto, alla lettera diremmo, monito di monsignor Fisichella “L’altra sera, vicino a Bersani c’erano due ragazzi e una ragazza e salutavano a pugno chiuso. Mi domando: cosa c’è di nuovo in questo?“. Una domanda che in effetti chiunque di noi si deve esser posto davanti ai teleschermi, un po’ storcendo la bocca in una smorfia disgustata. Pronta è stata la replica democratica, inteso come partito, che in un breve collage di immagini si è affrettato a sottolineare come il gesto del pugno chiuso non sia gesto che rimanda al comunismo ma è invece da annoverare alla semplice esultanza, mostrando che l’hanno sfoggiato in pubblico personalità come Nelson Mandela, Barak Obama, Alcide De Gasperi. Una risposta che ci è apparsa assolutamente necessaria per sfatare il campo dall’odioso sospetto che i comunisti fossero lì lì per tornare nel nostro paese a riprendere la dittatura che ci ha tenuti in ostaggio per cinquant’anni.  Per fortuna che in Italia ci sono ancora persone come monsignor Fisichella, che insieme ad un manipolo di valorosi cavalieri della politica, combatte per noi la battaglia per la libertà contro i terribili eredi di Stalin ormai alle porte di San Pietro. Menomale che Fisichella c’è.