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L’assassino di Sarah Scazzi

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Colpo di scena oggi nel processo per il delitto di Sarah Scazzi dove sono imputate Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano. A salire sul banco dei testimoni è stato Michele Misseri padre e marito delle due presunte assassine. Incalzato dalle domande dell’avvocato Franco Coppi lo zio Michele ha ceduto, cambiando versione per l’ennesima volta, e si è accusato dell’omicidio. “Sì. Questo rimorso non lo posso più portare dentro di me” ha dichiarato tra le lacrime. Ha poi ricostruito la giornata dell’omicidio, fino all’arrivo nella cantina dove la giovane Sarah è stata uccisa per strangolamento. “Non ho visto scendere Sarah, era dietro di me. Mi ha detto: ‘Zio perché stai gridando’. Le ho detto: vattene. Non ho capito cosa voleva da me, mi stava dando fastidio. Lei insisteva, allora io l’ho spostata, lei mi ha tirato un calcio e io allora ho preso un pezzo di corda e l’ho stretta. Non so nemmeno quanto è durato. Lei si è accasciata ed è caduta su un compressore, che è stato prelevato dagli inquirenti dopo tanti mesi.Mi dispiace perché Sabrina si è sacrificata per me“.

L’avvocato rimette il mandato. Al termine di questa confessione shock l’avvocato della difesa Armando Amendolito ha rimesso il mandato in quanto “Non c’è aderenza tra la linea di difesa e queste dichiarazioni“. Amendolito è il quarto legale di Michele Misseri a rinunciare alla difesa del contadino di Avetrana, passato da essere il mostro, alla vittima di due donne che con la loro personalità lo hanno reso un semplice burattino che si era autoaccusato per coprirle, all’essere di nuovo, dopo la confessione odierna, l’autore materiale dell’omicidio. A questo punto crediamo che la verità avrà serie difficoltà ad emergere in un delitto in cui riuscire a trovare un filo logico ci sembra impresa assai ardua. Il raptus di follia dell’uomo, la gelosia di Sabrina, come ritenuto dagli inquirenti, sono ipotesi che hanno eguali punti di forza e debolezze. Il tutto senza doversi mai dimenticare che dietro questo tam tam di accuse e ritrattamenti, c’è sempre una ragazza di soli quattordici anni a cui qualcuno, ha reciso la vita.