Milano, rissa tra Esordienti: dodicenne in ospedale

Neanche il tempo di digerire l’insensata morte di un guardalinee durante una partita amichevole in Olanda, che subito salta alle cronache un altro episodio di violenza. Ancora una volta protagonisti sono dei ragazzini, dei dodicenni della categoria Esordienti che in periferia di Milano hanno dato vita ad uno spettacolo a dir poco agghiacciante. Sabato 1 dicembre si gioca la partita fra Atletico Milano e Quinto Romano, che finisce con la vittoria per 3-1 di quest’ultimi. Dopo il triplice fischio però accade l’impensabile: prima una discussione, poi un ragazzino finisce a terra e si accende una rissa. Gli allenatori non riescono a sedarla in tempo ed il risultato è che un ragazzino dell’Atletico finisce al pronto soccorso: tre giorni di prognosi. I genitori del ragazzino hanno sporto denuncia presso i Carabinieri.

Surreale – La segnalazione dell’accaduto è arrivata direttamente alla redazione de La Gazzetta dello Sport tramite una mail: “Dei ragazzini di 12 anni hanno brutalmente aggredito a calci un nostro giocatore mandandolo al pronto soccorso… ma la situazione più triste è stato vedere un allenatore (un educatore) che non è intervenuto per dividere i ragazzi e non si è preoccupato di chiedere scusa“. Pronta la risposta di Raffaele Catapano, presidente del Quinto Romano: “Un episodio che ha del surreale. mai vista una cosa simile tra bambini, non nascondo l’aria pesante che si respira a livello sociale con i ragazzi. La delinquenza è in aumento, lo dico da insegnante. Ho sospeso dall’attività i miei giocatori coinvolti, due. I dirigenti non erano riusciti a sedare la rissa in tempo, ma la mia società ha subito offerto assistenza al ragazzo colpito“.

Educazione – Interpellata sull’accaduto, la psicologa dello sport Marisa Muzio ha spiegato: “Le esplosioni di rabbia ci sono sempre state, ma arrivano sempre più spesso in età precoce. I bambini subiscono le influenze dei genitori, che li spingono alla cultura del risultato. E in parte i dirigenti non hanno spesso un’adeguata preparazione professionale per poterli indirizzare a un comportamento migliore“. Chi ha vissuto e vive sui campi di calcio dilettantistici sa che le tensioni ci sono e ci sono sempre state, ma prendere coscienza che tutto ciò sia arrivato a toccare dei poco più che bambini dovrebbe far riflettere.