Sara Tommasi si racconta: “droga e minacce” per girare il film hard

Per Sara Tommasi quest’ultimo periodo non è stato certo tra i più floridi: prima la pubblicazione del film hard, poi è arrivata la riabilitazione in clinica, necessaria per rimetterla dallo stato di degrado fisico e psicologico. A testimoniare il brutto periodo trascorso, giungono ora le sue dichiarazioni, rilasciate nel corso di un’intervista al settimanale Chi,  con le quali la giovane showgirl ha raccontato gli sconcertanti attimi vissuti sul set a luci rosse: “Sul set mi avevano dato degli stupefacenti, non mi rendevo conto di quello che stavo facendo. Ricordo solo omaccioni grandi e grossi, che mi prendevano, mi usavano, non ricordo neppure più con quante persone ho fatto sesso”.

Il post-film, racconta la Tommasi, è stato ancora peggio: “Dopo sono stata malissimo, mi sono sentito sporca, brutta. Ho passato ore sotto la doccia nell’illusione di potermi togliere di dosso la sporcizia che mi sentivo dentro di me”. Ancor più grave nel suo racconto sono le minacce di coloro che l’hanno spinta a girare le scene, persone di cui lei stessa racconta di essersi fidata: “Mi sono fidata di quelli che mi dicevano che sarebbe stato un bel lancio pubblicitario e che mi sarei divertita. Potevo anche morirci, perchè mi avevano dato un sacco di sostanze”- ha dichiarato Sara, aggiungendo per ultima quella che ha l’aria di essere una disumana minaccia- “Mi urlavano che se non avessi bevuto tutto alla fine, mi avrebbero fatto bere l’acido muriatico. Ed io ero terrorizzata, tremavo e mandavo giù”.

Nessun nome e cognome nel racconto-verità di Sara Tommasi, tranne quello della amica ritrovata Simona Ventura, che le ha permesso di ritornare in tv per ricominciare una più sana vita:Dopo l’Isola io e Simona Ventura ci siamo allontanate: io avevo incominciato a frequentare brutte persone e lei non approvava. Mi drogavo. Cocaina, eccitanti. Mi facevano fare un sacco di serate nei locali, discoteche. Non capivo più nulla. Alcol e droga. Alcol e droga. Impossibile uscirne. Frequentavo lo staff di Corona. Non Fabrizio per carità, lui è una brava persona, ma tutte le persone che lavorano con lui. Continuavano a offrirmi serate su serate, droghe e sesso facile. La colpa è stata anche mia, intendiamoci. Non riuscivo a dire di no. Soldi, soldi, soldi, erano diventati un’ossessione. Non mi bastavano mai.”